Angolo di cielo

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 Oggetto del messaggio: Le dimissioni di Monti e il ritorno di Berlusconi
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Le dimissioni di Monti, sono una cosa positiva e costruttiva. Così come ancora più positiva, sarebbe un'eventuale candidatura del medesimo. Monti è inaccettabile, data la politica esperita senza il consenso del Popolo; diventa accettabile, ed anche gradito, con il consenso del Popolo. Questo è solo questo è il succo della faccenda. Monti non ha il diritto di stare dove sta, senza il consenso del Popolo, perché ha fatto una politica a favore della Finanza e delle Banche e quindi "contro il Popolo" (salvo come già riferito per la detrazione fiscale, e per l'IMU... limitatamente ai ceti più bassi... ma il ceto medio, è stato massacrato). Dello spread a 4.000 non ce ne può fregare di meno: o a zero o a 4.000, il disoccupato rimane disoccupato, lo sfruttato, rimane sfruttato e il precario, precario. Stesso discorso per il crollo della Borsa (a meno che uno appunto non lavori in Borsa). Troppe azioni a favore dell'Europa e contro l'Italia. Si richiedeva il contrario: azioni a favore dell'Italia e degli italiani, se necessario, anche contro l'Europa. Siamo in Europa per stare meglio. Non per stare peggio. Noi invece, si vuole un Presidente, che punisca la Finanza, a favore dell'Economia reale, perché ci sia più lavoro per tutti. O quanto meno, un Governo che crei lavoro, senza punire nessuno. Certo: anche con la lotta forte contro l'evasione; ma senza creare terrorismo psicologico... che danneggia ulteriormente l'economia: il cittadino, deve avere il pieno diritto di sbagliare anche più volte (in buona fede) senza alcuna conseguenza. Altrimenti Monti, diventa il principe Giovanni, ed Equitalia, lo Sceriffo di Nottingham; no grazie. Anche perché non abbiamo un Robin Hood che ci difenda.

Circa Berlusconi... inopportuna la sua discesa in campo. Ha avuto 20 anni scarsi di tempo; maggioranze pazzesche. Non ha causato lui la crisi, è vero; ma non ha fatto nulla o abbastanza per risolverla. Peraltro, io avevo capito che era stato interdetto dai pubblici uffici... ho capito male forse. Delle sue battaglie contro la Magistratura, poco ci interessa. Ci interessa solo che crei lavoro, e che sia proposto un programma eticamente accettabile. Solo che lui finora, non è stato un grande testimonial dell'etica... Forse non erano reati... ma non era sicuramente consono quel comportamento con le donne, a ciò che si richiede da un Presidente.
Cosa si vorrebbe allora?

Io vorrei uno che si comportasse come Monti, con il programma di Berlusconi, programma temperato parzialmente da alcune proposte di Bersani e di Grillo. È troppo chiedere questo in Italia? A quanto pare, sì. Come al solito, dovremmo scegliere il male minore. Ma quale sarà in questo frangente il male di minore?

Una cosa sola è sicura: no a chiunque vada a Palazzo Chigi, senza il consenso diretto del Popolo, e senza accordi preelettorali. Si devono conoscere prima programmi e schieramenti. In breve, la Legge attuale corrente, con la sola aggiunta delle preferenze.

L'ideale sarebbe Bersani, se questi rinunciasse formalmente e sostanzialmente a quelle istanze laiciste, finalizzate a violare la Legge di Dio, che vengono falsamente spacciate per progresso e diritti civili. Se si rinnegassero queste ingiuste istanze (salva ovviamente la giusta tutela contro le vere discriminazioni, sul lavoro, nella società, ecc.) non ci sarebbe alcun dubbio sul chi scegliere e sul cosa scegliere. Speriamo almeno, che Bersani, se proprio non riesce a rinnegare quelle ingiuste istanze, le limiti e le moderi, riducendole ai minimi termini... al fine di poter scegliere lui come male minore.

Casini? Una delusione finora. Acritico nei confronti di Monti, come se Monti fosse Re Mida. Infine preferisco un Bersani, che con trasparenza dice che farà alcune cose sbagliate, che un Casini, che dice di non volerle fare, ma alla fine, appare disposto a fare accordi con chi è portatore di quelle istanze ingiuste. Non ho sentito Casini rimarcare in modo abbastanza forte: "Mai, in nessun caso, riconoscimento di coppie omosessuali". Lui molto più degli altri, dovrebbe essere portatore di questa istanza di Giustizia e Civiltà. Berlusconi, lo ha garantito... Casini no. E se Casini lo ha per caso garantito, evidentemente lo fa fatto in modo troppo timido... insufficiente: non mi fido. Salvo sviluppi concreti e molto visibili. Perché dovremmo votare per lui? Fini? No comment. Anzi... dov'è finito il Fini della svolta di Fiuggi? Quello era il Fini che tutti (trasversalmente) volevano. E anche quest'ultimo, sulla questione accennata, aveva iniziato a fare discorsi strani, molto lontani, troppo lontani dall'elettorato di centro destra... si candidi a sinistra, se lo accettano... tanto ormai De Pretis, a Fini gli fa un baffo.

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 Oggetto del messaggio: Le dimissioni di Monti e il ritorno di Berlusconi
MessaggioInviato: martedì 11 dicembre 2012, 22:01 
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Che gli stranieri europei a partire dalla Merkel, si mostrino così dispiaciuti per le dimissioni di Monti e interessati a una continuità della politica del medesimo, lascia comprendere molto chiaramente gli interessi "di chi" si sono fatti in questi mesi. Certamente, non si sono fatti gli interessi degli italiani. Altrimenti, se così fosse stato, sarebbero gli italiani a volere Monti, e non i tedeschi e gli altri stranieri europei. È paradossale: gli italiani (la maggioranza) non lo vogliono... gli stranieri sì. Evidentemente gli italiani non ritengono che Monti faccia i loro interessi. Mentre i tedeschi, ritengono che Monti faccia i loro interessi (i tedeschi e gli altri stranieri europei).
Circa la questione spread... due sole domande ci si deve porre:
1 - Qualcuno è stato licenziato o non ha trovato lavoro a causa dello spread? Come nesso di causalità diretta? A me (e non solo a me) risulta che il lavoro non si trovi o si perda, perché non ci sono soldi, perché le tasse sono troppe e troppo elevate. Perché la gente non ha soldi, non compra e le aziende non incrementano quindi la produzione. Non per lo spread. Perché molti politici e molti dirigenti pubblici, si sono mangiati tutto, alcuni, anche con l'assenteismo. Ma non per lo spread!
2 - Qualcuno ha trovato lavoro, grazie allo spread basso? Non mi risulta. A qualcuno risulta? "Siccome lo spread oggi è basso, ti assumo!".

Allora Berlusconi, ha ragione quando dice che lo spread è tutta una presa in giro. Se era una cosa così importante, come mai se ne parla solo da un anno o poco più? Una cosa così importante, non doveva essere tenuta in debita considerazione, almeno negli ultimi 25 anni??
Lo spread, interessa solo alla Finanza; non alla Guardia di Finanza a cui va tutto il nostro rispetto, ma alla Finanza, alle Banche... a chi è ricco. Al Popolo, dello spread, non gliene può fregare di meno. Al Popolo solo una cosa interessa: lavoro, stabile, giustamente pagato. Stop. Cose che con lo spread hanno poco o nulla a che fare.

Circa la questione "Populismo", hanno rotto. Adesso la giusta pretesa di fare la volontà del Sovrano, ovvero, del Popolo, è diventato Populismo. Prendiamo atto del fatto che nel 21° secolo, la Democrazia, si chiama Populismo. W il Populismo allora. Se il Populismo può dare lavoro, abbassamento di tasse, ecc. W il Populismo. Io capirei, se il Popolo chiedesse razzismo, delinquenza, ingiustizia; il Popolo chiede lavoro. Con quale faccia di bronzo si parla di Populismo? Ci vuole faccia tosta! Ma tosta!!! E parla di Populismo, sempre la solita gente con la barca all'asciutto... che il lavoro lo ha e che comunque, non ha problemi economici.

Ad alzare le tasse, eravamo bravi tutti: non servivano i professoroni. Chiamo un "genio", perché mi risolva il problema senza alzare le tasse. Non facendo quello che avrebbe saputo fare anche il mio nipotino che ancora non ha la terza media!

"Dottore... mi fa male il braccio"...
"Amputiamo"!
Grazie! [k-bravo] [k-bravo] [k-bravo]

Vengo da te perché non voglio perdere il braccio. Il medico bravo, il dott. House della situazione, è quello che ti salva il braccio, non quello che te lo amputa! E se non c'è altra possibilità, ti lascia morire in santa pace col tuo braccio, dopo averti adeguatamente informato delle conseguenze. Quello che ti amputa il braccio con la forza... non è esattamente l'ideale di medico... quello è un macellaio.

Poi, d'accordo... Berlusconi è inopportuno. Ma ancora più inopportuno è chiunque non faccia gli interessi del Popolo italiano, a scapito di chiunque altro (se necessario). Dicono che Berlusconi facesse i suoi interessi. Forse. Monti fa quelli della Merkel: no grazie!

Restiamo in Europa.... se ci stiamo bene. Ma se ci stiamo male, perché ci dovremmo restare? Per principio? E che razza di principio sarebbe? Come è bello soffrire la fame per l'Europa?
"Che fate? Mi uccidete due volte?". Non ti possono rendere disoccupato due volte!!! O lo sei o non lo sei. E se lo sei, no hai nulla da perdere, nemmeno con lo spread a 70.000. E non sarà lo spread a zero a darti lavoro in giornata. E nemmeno nell'anno.

Uno Stato, superato il 10% di disoccupazione, è socialmente fallito!
E siamo ben oltre il 10%. Perché non vengono diffuse le vere cifre, per non far apparire la situazione nella sua gravità. E quelli ancora parlano di spread!

Si candidi Monti... e vediamo dove arriva.. Non mi stupirebbe se non entrasse nemmeno in Parlamento (posto che si dimetta da senatore a vita).

L'unico differenziale che ci interessa, è questo: i cittadini tedeschi stanno meglio di noi, perché hanno meno disoccupazione. Perché i loro politici, fanno giustamente, gli interessi del loro Popolo, non di altri popoli.

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 Oggetto del messaggio: Le dimissioni di Monti e il ritorno di Berlusconi
MessaggioInviato: venerdì 14 dicembre 2012, 12:23 
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Che accade? È molto semplice, ciò che sembra complesso. Se Monti si candida (con chiunque si candidi), con l'attuale legge elettorale, dovrà pubblicare un programma di Governo, che dovrà così essere ratificato dai cittadini. E quindi, il caro Presidente Monti, dovrà dire prima, cosa taglia, quanto taglia e a chi taglia; cosa aumenta, quanto aumenta, e a chi aumenta. E via discorrendo. Certo, magari non nei dettagli: ma nelle linee generali sì. E dovrà anche dire, cosa mantiene di quanto finora fatto. Ma a quel punto, sarà una scelta democratica (pardon... populista: adesso si dice così). Quindi, se il caro Monti, vorrà davvero essere eletto, dovrà proporre preventivamente un programma che piaccia agli italiani e non alla Merkel, alla Germania, al resto dell'Europa. È evidente, che un programma che aumenti le tasse a tutti, non sarà gradito. Dove un programma che aumenti di molto le tasse ai più ricchi, incrementando la lotta contro l'evasione (in riferimento ai più ricchi), non potrà che essere vincente. Se il risultato finale dovesse essere questo, l'inopportuno Berlusconi, è diventato (volontariamente o meno) molto utile. La cosa importate, non è chi; ma cosa e come. Sul come, nulla da dire a Mario Monti: piace a tutti la sua sobrietà (sobrietà che manca e che è sicuramente mancata in chi lo ha preceduto; ma è una cosa assolutamente necessaria). Ma non ci dovranno essere più sorprese per il Popolo: il Popolo italiano, deve conoscere prima il programma, e se la maggioranza non è d'accordo, quel programma, non dovrà diventare programma di Governo, che al resto dell'Europa e del mondo, la cosa piaccia o meno. Dicevano che con Monti, l'Italia avrebbe acquisito autorevolezza... a me finora, sembra che con Monti, l'Italia, sia diventata una colonia della Germania; no, grazie. Decidiamo noi italiani, chi deve governare e con quale programma. Salvo eccezioni. Quella attualmente in corso. Adesso basta: Napolitano, Bersani, Monti, Berlusconi, ecc. si devono adeguare al volere del Popolo Italiano; in silenzio e a testa bassa.

Il compito del Presidente del Consiglio Italiano, è quello di fare vivere meglio il Popolo Italiano, a partire dal presente, guardano anche al futuro. Non altro. Né sono più accettabili le tesi di chi guarda solo al futuro: con questa scusa si viene sempre presi in giro: adesso, oggi, le cose devono andare meglio. Domani, devono continuare ad andare bene. "Ma non si può fare!". Risposta: "Tu vuoi andare a Palazzo Chigi". Il recupero dei capitali, lo si deve fare da chi ha mangiato e mangia, non da chi non ha mangiato, e cerca di arrangiarsi. In questo paese, c'è ancora gente che va in vacanza almeno 3 volte l'anno, e in posti non economici: si prenda a questa gente. E non a gente, che non è mai andata in vacanza! O ci va una volta ogni 10 anni in un posto economico!

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 Oggetto del messaggio: Le dimissioni di Monti e il ritorno di Berlusconi
MessaggioInviato: sabato 15 dicembre 2012, 16:38 
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Scacco al re. O meglio, come dicono i re quando giocano a scacchi tra loro: "Scacco al Presidente". Se si tratta di scacco matto, non è dato sapere. Ma Monti, è stato messo sotto scacco da Berlusconi (è ingenuo chi sottovaluta l'abilità politica di Berlusca... indipendentemente dall'opinione che si può avere su di lui). In breve Berlusconi ha detto a Monti: "Se tu ti candidi come leader dei moderati, io faccio un passo indietro; altrimenti, mi candido io come leader". Glissiamo sulle sfumature fra premier e leader: leader = premier. Con questo scacco, Monti, "sarà costretto" a pubblicare un programma; programma che dovrà necessariamente essere modificato, temperato, perché il PDL lo sostenga. Se è così, Berlusconi ha già vinto. L'alternativa qual è?
1 - Ritiro di Monti
2 - Monti non si ritira, ma non si ricandida: in tal caso la competizione sarà tra Berlusconi e Bersani
3 - Monti leader della sinistra. Quest'ultima ipotesi è più improbabile, per ovvie ragioni. Il PD dovrebbe spiegare al proprio elettorato, perché cambia leader dopo aver fatto le primarie.

Per come sono messe le cose, Monti leader dei moderati, con un programma più temperato ed equilibrato, più equo (alla Robin Hood, che tolga molto ai più ricchi, per dare molto ai più poveri, senza togliere ai poveri e al ceto medio, medio basso; sì al ceto medio-alto), fatto tutto col consenso e su mandato del Sovrano (il Popolo), sarebbe la soluzione migliore. Anche se non è una bella cosa che al potere ci sia gente così stagionata. Un Alfano, avrebbe altra valenza. Ma non è detto che non possa essere lui il leader fra 5 anni di ulteriore maturazione.
La cosa importante, è affermare il principio, che non si può ordinariamente governare in barba al Popolo, senza mai rendere conto al Sovrano. Già troppe "deroghe" si sono presi i politici.
Gli imponiamo di usare il maggioritario, e passano al proporzionale.
Gli imponiamo di non usufruire di finanziamento pubblico dei partiti, e lo reinseriscono come rimborso. Ci dicono che c'è un'emergenza... e ci aumentano le tasse (anche sulla prima casa) senza chiederci il permesso. Adesso basta. Loro devono essere i nostri esecutori. Facciano la proposta, e il Popolo decide se approvarla o meno.
Per cui, facciano proposte, certamente, realistiche, ma che piacciano al Popolo (Italiano) e non a quello tedesco.

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 Oggetto del messaggio: Le dimissioni di Monti e il ritorno di Berlusconi
MessaggioInviato: domenica 16 dicembre 2012, 23:32 
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Si profila la quarta ipotesi, ovvero l'ipotesi originaria. Una Lista Monti autonoma, verosimilmente sostenuta da Casini, Fini, Montezemolo. Il risultato non cambia. Monti dovrà pubblicare un programma che piaccia al Popolo. E il Popolo, non voterà un programma che punta all'aumento delle tasse, a sacrifici, finalizzati ad ottenere solo conti ordinati, senza alcun reale e concreto vantaggio per la gente comune. Il PDL ha già in programma l'abolizione dell'IMU. Sarà "a chi offre di più". Il che è meglio. Salvo a perdere la credibilità per le successive elezioni, nel caso in cui non si mantenessero gli impegni, magari in nome di improvvisi e non previsti fatti nuovi. Tutto è prevedibile... e sappiamo che le cose possono solo peggiorare e molto. Quindi, chi promette, è comunque responsabile, se non mantiene. Non si possono inventare scuse. Siamo in recessione. E non si risolverà facilmente. L'importante, è che nell'opinione pubblica, si diffonda la consapevolezza, che il miglior programma di Governo per gli Italiani, non deve essere certamente imposto dall'Europa e/o dalla Germania. Si devono fare gli interessi del Popolo Italiano. Se per fare bene questi interessi si deve andare contro la Germania, contro l'Europa, lo si faccia: non vogliamo più un Presidente che non faccia prima di ogni cosa gli interessi degli italiani. Degli italiani, delle persone, dei cittadini italiani. Specie dei meno abbienti. Non dello Stato Italiano, che a quanto pare spesso, è composto da gente che fra assenteismo e corruzione, mangia a sbafo. Se gli interessi degli italiani, si possono fare nell'alveo dell'Europa, ben venga. Altrimenti, la cosa importante, rimane solo il fare gli interessi degli italiani. Anche a scapito dell'Europa e della Germania. Ma si devono fare gli interessi (vantaggi concreti e immediati) degli italiani.

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