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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Sforzatevi di entrare per la porta stretta
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 21:59 
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Iscritto: lunedì 6 ottobre 2008, 15:59
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«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno» (Lc. 13, 24)

Così secondo il Vangelo di Luca, risponde Gesù ad un giudeo che gli aveva chiesto: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Tra i giudei vi era allora un certo pessimismo nei confronti della salvezza eterna. Uno di loro del primo secolo dopo Cristo scriverà: «L'Altissimo ha creato questo mondo per amore di molti, ma quello futuro per pochi» ed ancora: «Più sono coloro che si perdono che coloro che si salveranno, come il flutto è più di una goccia». E con probabilità anche il giudeo che aveva rivolto la parola a Gesù era influenzato dal suo ambiente. Gesù, come ha fatto altre volte, non vuole tanto entrare in una discussione e dire esattamente se sono pochi o tanti quelli che si salvano. Egli invita piuttosto il suo interlocutore a prendere una decisione. Così fa oggi anche con te. Non vuole che tu stia tanto a speculare, ma che ti decida a «fare»: a entrare per la porta stretta.
«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, mi non ci riusciranno». La porta. Qui Gesù si serve della immagine della porta che conduce in una sala. E la sala del banchetto, del banchetto messianico, cioè il Paradiso. Per entrarvi occorre che tu passi per una porta stretta che imprevedibilmente «il Padrone chiuderà». Infatti il tempo che hai nella vita è breve e finisce inesorabilmente. Devi, dunque, sforzarti di entrarvi, devi far presto ad operare la tua conversione a Dio prima che sia troppo tardi. Ma per convertirti, come per mantenerti convertito a Dio, occorre che tu sappia affrontare la sofferenza, accettarla, abbracciarla. Occorre che tu passi attraverso tante prove, come il Vangelo esige: questa è la porta stretta.
«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno». Qualcuno ha pensato che Gesù indicando la «porta stretta» intendesse domandare ai credenti pratiche severe ed ascetiche come atti di penitenza, flagellazioni, digiuni prolungati, ecc. di cui pochi soltanto sono capaci. Ma non è così. Si imbocca la via stretta per seguire Gesù, ed egli ha detto che chi vuole andare dietro a lui deve rinnegarsi e prendere la sua croce, perché questa è la volontà di Dio. Questa via non è facile, ma la possono percorrere tutti.
«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno». Hai sentito? «Molti... non ci riusciranno». Anche il Vangelo di Matteo riferisce che Gesù parla di porta. Ricordi? «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!». Gesù anche qui ti invita ad avere un comportamento cristiano conforme alle esigenze del Vangelo, ad essere puro, povero, misericordioso, portatore di pace, mite, assetato di giustizia, pronto a subire persecuzioni... come ha richiesto nel discorso della montagna nella conclusione del quale trovi questa frase. Vuole che tu vinca la tentazione di un'esistenza comoda, che tu non annulli la croce della tua vita. Se sei nel pericolo di cadere nella mediocrità, ti incoraggia a prendere la via stretta. Insomma Gesù vuole che tu metta in pratica il Vangelo: è impresa difficile certo, ma occorre intraprenderla perché il Vangelo è la via, è la strada che ti porta alla vita.

Chiara Lubich

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Il Venerabile Beda

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Noi, siamo sfacciatamente di parte, e ce ne vantiamo!

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 Oggetto del messaggio: Sforzatevi di entrare per la porta stretta
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 22:45 
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Iscritto: giovedì 25 marzo 2010, 20:30
Messaggi: 451
Qua davanti a questi passi del Vangelo, mi sa che ci sentiamo tutti un po' in colpa. Tutti hanno chi più, chi meno, un "primo moto di scappare" di fronte alle sofferenze della vita. Dico "primo" perché magari dopo ci si pente, si ragiona e si carica la propria croce, andando dietro a Gesù.

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“Non fate peccati, e state allegri”. San Filippo Neri


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 Oggetto del messaggio: Sforzatevi di entrare per la porta stretta
MessaggioInviato: giovedì 28 ottobre 2010, 15:38 
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Iscritto: giovedì 16 settembre 2010, 16:23
Messaggi: 267
Che bello risentire questo Vangelo continuamente.
Lo abbinerei a questo:

"Beati voi, poveri! Guai a voi, ricchi!". La luce del Vangelo cambia lo sguardo
a cura dei Carmelitani
VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (11/02/2007)
Vangelo: Lc 6,17.20-26 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Lc 6,17.20-26)

1. Orazione iniziale


Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Nel Vangelo di questa Domenica Gesù dichiara beati i poveri, coloro che piangono, coloro che hanno fame e che sono perseguitati. E dichiara destinati all'infelicità i ricchi, coloro che ridono, che sono sazi, o che sono elogiati da tutti. In cosa consiste la felicità che Gesù attribuisce ai poveri, agli affamati, a coloro che piangono, a coloro che sono perseguitati? È felicità? Le parole di Gesù contrastano con l'esperienza giornaliera che abbiamo della vita. L'ideale comune della felicità è ben diverso dalla felicità di cui parla Gesù. E tu, nel tuo cuore, pensi che una persona povera ed affamata sia realmente felice?
Tenendo in mente queste domande, che scaturiscono dalla nostra esperienza di ogni giorno, leggi il testo del vangelo di questa Domenica. Leggilo attentamente. Forse senza cercare di capire tutto. Lascia che le parole di Gesù entrino in te. Fai silenzio. Nel corso della lettura cerca di fare attenzione a due cose: (i) alle categorie sociali, sia delle persone che sono dette felici, come pure a quelle minacciate da infelicità; (ii) alle persone che tu conosci e che fanno parte del circolo delle tue amicizie e che potrebbero rientrare nell'una o nell'altra categoria sociale.
Il testo del vangelo di questa Domenica omette i versi 18 e 19. Ci prendiamo la libertà di includerli nel breve commento che segue, perché spiegano un poco meglio il pubblico, destinatario delle parole di Gesù.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Luca 6,17: Colloca l'azione di Gesù nel tempo
Luca 6,18-19: La folla che cerca Gesù
Luca 6,20-23: Le quattro beatitudini
Luca 6,24-26: Le quattro minacce

c) Il testo:
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.
Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
«Beati voi poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete,
perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.

3. Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
a) Qual è il punto che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché?
b) Da chi era costituita la grande moltitudine attorno a Gesù? Da dove veniva o cosa cercava?
c) Quali sono le categorie sociali delle persone che sono dichiarate felici (Lc 6,20-23)? Qual 'è la promessa che ognuna di loro riceve da Gesù? Come capire queste promesse?
d) Nel dire "Beati i poveri", sarà che Gesù sta cercando di dire che i poveri devono continuare a vivere nella loro povertà?
e) Quali sono le categorie sociali delle persone che sono minacciate da infelicità? (Lc 6,24-26)? Quali sono le minacce per ciascuna di loro? Como capire queste minacce?
f) Sarà che io guardo la vita e la persona con lo stesso sguardo di Gesù?

5. Per coloro che desiderano approfondire il tema


a) Contesto di allora e di oggi:

Luca presenta l'insegnamento di Gesù in una rivelazione progressiva. Prima, fino al verso 6,16 Luca dice molte volte che Gesù insegnava, pero non dice nulla sul contenuto dell'insegnamento (Lc 4,15.31-32.44; 5,1.3.15.17; 6,6). Ora, dopo aver informato che Gesù vede una moltitudine desiderosa di aprirsi alla parola di Dio, Luca traccia il primo discorso. Il discorso non è lungo, ma è significativo. Chi lo legge sprovveduto, ne ha quasi paura. Sembra una terapia di urto!
La prima parte del discorso (Lc 6,20-38) inizia con un contrasto provocante: "Beati voi poveri!" "Guai a voi, ricchi!" (Lc 6,20-26); Gesù ordina di amare i nemici (Lc 6,27-35); chiede di imitare Dio nella sua misericordia (Lc 6,36-38). La seconda parte (6,39-49) dice che nessuno può considerarsi superiore agli altri (Lc 6,39-42); l'albero buono da frutti buoni, l'albero cattivo da frutti cattivi (Lc 6,43-45); non aiuta certo la persona il nascondersi dietro belle parole e preghiere, ciò che importa è mettere in pratica la parola (Lc 6,46-49).


b) Commento del testo:

Luca 6,17: Colloca l'azione di Gesù nel tempo e nello spazio
Gesù ha trascorso la notte in preghiera (Lc 6,12) ed ha scelto i dodici a cui ha dato il nome di apostoli (Lc 6,13-16). Ora lui scende dalla montagna insieme ai dodici. Giunto sulla pianura, trova due gruppi di persone: un gruppo numeroso di discepoli ed una moltitudine immensa di persone che sono giunte da tutta la Giudea, da Gerusalemme, da Tiro e Sidone.
Luca 6,18-19: La moltitudine che cerca Gesù
La moltitudine si sente disorientata ed abbandonata e cerca Gesù per due motivi: vuole udire la sua parola e vuole essere curata dai suoi mail. Era curata molta gente, posseduta da spiriti impuri. La gente cerca di toccare Gesù, perché si rende conto che c'è in lui una forza che fa bene e cura le persone. Gesù accoglie tutti coloro che lo cercano. Tra questa folla ci sono anche giudei e stranieri. Questo è uno dei temi preferiti da Luca!
Luca 6,20-23: Le quattro beatitudini
* Luca 6, 20: Beati voi, poveri!
"Alzati gli occhi verso i suoi discepoli", Gesù dichiara: "Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno di Dio!" Questa prima beatitudine identifica la categoria sociale dei discepoli di Gesù. Loro sono poveri! E Gesù garantisce loro: "Vostro è il Regno dei cieli!" Non una promessa che riguarda il futuro. Il verbo è al presente. Il Regno è già loro. Pur essendo poveri, loro sono già felici. Il Regno non è un futuro buono. Esiste già in mezzo ai poveri.
Nel vangelo di Matteo, Gesù esplicita il senso e dice: "Beati i poveri in Spirito!" (Mt 5,3). Sono i poveri che hanno lo Spirito di Gesù. Perché ci sono poveri che hanno lo spirito e la mentalità dei ricchi. I discepoli di Gesù sono poveri ed hanno mentalità di poveri. Anche loro, come Gesù, non vogliono accumulare, ma assumono la loro povertà e, come Gesù, lottano per una convivenza più giusta, dove ci sia fraternità e condivisione di beni, senza discriminazione.
* Luca 6, 21: Beati voi, che ora avete fame, beati voi che ora piangete!
Nella seconda e terza beatitudine Gesù dice: "Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati! Beati voi che ora piangete, perché riderete!" La prima parte di queste frasi è al presente, la seconda al futuro. Ciò che ora viviamo e soffriamo non è definitivo. Ciò che è definitivo sarà il Regno che stiamo costruendo oggi con la forza dello Spirito di Gesù. Costruire il Regno suppone sofferenza e persecuzione, però una cosa è certa: il Regno giungerà e "voi sarete saziati e riderete!". Il Regno è nello stesso tempo una realtà presente e futura. La seconda beatitudine evoca il cantico di Maria: "Ha ricolmato di beni gli affamati" (Lc 1,53). La terza evoca il profeta Ezechiele che parla delle persone che "sospirano e piangono per tutti gli abomini" compiuti nella città di Gerusalemme (Ez 9,4; cf Sl 119,136).
* Luca 6, 23: Beati voi, quando gli uomini vi odieranno....!
La quarta beatitudine si riferisce al futuro: "Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e vi metteranno al bando a causa del Figlio dell'Uomo! Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché grande è la vostra ricompensa, perché così sono stati trattati i profeti!" Con queste parole di Gesù, Luca segnala che il futuro annunciato da Gesù sta per arrivare. E queste persone stanno sulla buona strada.
Luca 6,24-26: Le quattro minacce
Dopo le quattro beatitudini a favore dei poveri e degli esclusi, seguono quattro minacce contro i ricchi, coloro che sono sazi, coloro che ridono o che sono lodati da tutti. Le quattro minacce hanno la stessa forma letteraria delle quattro beatitudini. La prima è al presente. La seconda e la terza hanno una parte al presente ed una parte al futuro. La quarta si riferisce totalmente al futuro. Queste quattro minacce si trovano nel vangelo di Luca e non in quello di Matteo. Luca è più radicale nel denunciare l'ingiustizia.
* Luca 6,24: Guai a voi, ricchi!
Dinanzi a Gesù, in quella pianura, c'è solo gente povera e malata, venuta da tutti i lati (Lc 6,17-19). Ma dinanzi a loro Gesù dice: "Guai a voi, ricchi!" Nel trasmettere queste parole di Gesù, Luca sta pensando alle comunità del suo tempo, verso la fine del primo secolo. Vi erano ricchi e poveri, c'era discriminazione contro i poveri da parte dei ricchi, discriminazione che marcava anche la struttura dell'Impero Romano (cf. Gc 2,1-9; 5,1-6; Apc 3,15-17). Gesù critica duramente e direttamente i ricchi: "Voi, ricchi, già avete la vostra consolazione!" È bene ricordare ciò che Gesù dice in un altro momento riguardo ai ricchi. Non crede molto nella loro conversione (Lc 18,24-25). Ma quando i discepoli si spaventano, lui dice che nulla è impossibile a Dio (Lc 18,26-27)
* Luca 6,25: Guai a voi che ora ridete perché sarete afflitti e piangerete!
"Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame! Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete!" Queste due minacce indicano che per Gesù la povertà non è una fatalità, né tanto meno il frutto di pregiudizi, bensi il frutto di un arricchimento ingiusto da parte degli altri. Anche qui è bene ricordare le parole del cantico di Maria: "Ha rimandato i ricchi a mani vuote!" (Lc 1,53)
* Luca 6,26: Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi!
"Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi, allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti!" Questa quarta minaccia si riferisce ai giudei, cioè, ai figli di coloro che nel passato elogiavano i falsi profeti. Nel citare queste parole di Gesù, Luca pensa ad alcuni giudei convertiti del suo tempo che si servivano del loro prestigio e della loro autorità per criticare l'apertura verso i pagani (cf At 15,1.5).
c) Ampliando le informazioni:
Le beatitudini in Luca
Le due affermazioni "Beati voi, poveri!" e "Guai a voi, ricchi!" spingono coloro che ascoltano a fare una scelta, una opzione a favore dei poveri. Nell'Antico Testamento, diverse volte Dio pone il popolo dinanzi alla scelta della benedizione o della maledizione. Al popolo viene data la libertà di scegliere: "Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli, dunque, la vita perché viva tu e la tua discendenza" (Dt 30,19). Non è Dio che condanna. È il popolo stesso che sceglie la vita o la morte, dipende dalla sua posizione dinanzi a Dio ed agli altri. Questi momento di scelta sono momenti di visita di Dio al suo popolo (Gn 21,1; 50,24-25; Ex 3,16; 32,34; Jr 29,10; Sl 59,6; Sl 65,10; Sl 80,15, Sl 106,4). Luca è l'unico evangelista che si serve di questa immagine della visita di Dio (Lc 1,68. 78; 7,16; 19,44). Per Luca Gesù è la visita di Dio che mette la moltitudine dinanzi alla scelta della benedizione o della maledizione: "Beati voi, poveri!" e "Guai a voi, ricchi!" Ma la gente non riconosce la visita di Dio (Lc 19,44).
Il messaggio di Luca per i pagani convertiti
Le beatitudini e le minacce fanno parte di un discorso. La prima parte del discorso è diretto ai discepoli (Lc 6,20). La seconda parte è diretta a "voi che mi ascoltate" (Lc 1,27), cioè, a quella moltitudine immensa di poveri e di malati, giunta da tutte le parti (Lc 6,17-19). Le parole che Gesù dirige a questa moltitudine sono esigenti e difficili: "amate i vostri nemici" (Lc 6,27), "benedite coloro che vi maledicono" (Lc 6,28), "a chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra guancia" (Lc 6,29), "a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica" (Lc 6,29). Prese letteralmente, queste parole possono favorire i ricchi, perché il peggio è sempre per il povero. E queste parole sembrano dire il contrario del messaggio delle beatitudini e delle minacce che Gesù aveva comunicato prima ai discepoli.
Ma non possono essere prese letteralmente, non lo ha fatto nemmeno Gesù. Quando il soldato lo colpisce sul volto, non offre l'altra guancia, bensi reagisce con fermezza: "Se ho parlato male, dimostrami dove è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?" (Gv 18,22-23). Allora, come capire queste parole? Due frasi aiutano a capire ciò che queste parole vogliono insegnare. La prima frase: "Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro!" (Lc 6,31). La seconda frase: "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro!" (Lc 6,36). Gesù non vuole cambiare semplicemente qualcosa, perché non cambierebbe nulla. Lui vuole cambiare il sistema. La novità che Gesù vuole costruire viene dalla nuova esperienza che ha di Dio, Padre pieno di tenerezza che accoglie tutti! Le parole di minaccia contro i ricchi non possono essere occasione di vendetta da parte dei poveri. Gesù ordina di avere l'atteggiamento contrario: "Amate i vostri nemici!" Il vero amore non può dipendere da ciò che ricevo dall'altro. L'amore deve volere il bene dell'altro indipendentemente da ciò che l'altro fa per me. Perché così è l'amore di Dio per noi.


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