Angolo di cielo

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 Oggetto del messaggio: Riscoprire una vocazione educativa
MessaggioInviato: domenica 8 novembre 2009, 1:06 
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Iscritto: sabato 8 novembre 2008, 17:29
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Venerabile Beda ha scritto:
E ribalto la domanda...
Qual è la vera competenza??????


Parto dalla definizione (trovata in rete) del termine competenza:

Competenza = Conoscenza + Capacità + Abilità
In generale, il termine competenza indica la capacità degli individui di combinare, in modo autonomo, tacitamente o esplicitamente e in un contesto particolare, i diversi elementi delle conoscenze e delle abilità che possiedono.


Quindi, si parte dal presupposto che si devono avere conoscenze e abilità.
L'abilità da sola non basta.

Quindi, mi concederai di non essere d'accordo con te quando affermi:

" Intendo dire, che ove c'è la competenza questa va sfruttata. Ma ove manca, di solito, basta l'impegno (ma vero impegno) ".

È proprio questo il punto dell'articolo che condivido appieno e che riguarda la situazione che sto vivendo: l'impegno, per quanto possa essere vero, rischia comunque di condurre sulla strada della semplice animazione un percorso che necessita invece di essere formativo, edificante; e questo in ambito parrocchiale non deve essere permesso, visto che c'è l'urgenza di formare ed educare in maniera concreta e credibile le persone e i gruppi, specie in alcune realtà associative (ti porto l'esempio dell'A.C. di cui faccio parte).

Da qui, dunque, mi riporto all'articolo del primo messaggio sul discorso delle competenze e della formazione degli educatori che non si devono improvvisare tali e che devono loro stessi essere in grado di riconoscere il confine tra l'azione educativa e quella di sterile intrattenimento.

I giovani devono tornare ad incontrare educatori significativi, persone interessanti e credibili.


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 Oggetto del messaggio: Riscoprire una vocazione educativa
MessaggioInviato: domenica 8 novembre 2009, 1:21 
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Quello che dici è vero...
Ove la competenza manca, si dovrebbe colmare (almeno per la parte della conoscenza...)...
Ma spesso non è possibile...
Già è tanto se una persona, riesce a dedicare alla parrocchia 2 ore a settimana più la Messa...
E se in certe fasce d'età, questo è astrattamente possibile, in altre fasce, è praticamente impossibile...
Per motivi di tempo: studio, lavoro, famiglia, impegni personali ecc.


È vero che l'abilità non basta...
Ma è anche vero che la conoscenza senza abilità, serve a poco...


Faccio un esempio banale...
Un professore di matematica, può conoscere benissimo, davvero bene la matematica...
Ma il professore veramente bravo, è quello che ti fa capire la matematica!!! E non sempre la cosa coincide...

L'animatore liturgico veramente bravo, è quello che fa cantare l'assemblea!!! Non quello che esegue i canti perfettamente!!!
(ovviamente entro i limiti della decenza [k-ahah] )

E via discorrendo...

Certo, l'ideale sarebbe che le cose coincidessero...

Ma se non è possibile che si fa???

Tu saprai che la Liturgia, non consente ad es. la musica registrata....
Ma se in una parrocchia non c'è nessuno che suona, che si fa?
Si condanna una comunità a cantare perennemente a cappella???
Anche a Natale e Pasqua?

A mio avviso, un conto è l'ideale, o la quasi perfezione (la perfezione è solo di Dio), a cui tutti dobbiamo sforzarci di arrivare....
Ma al tempo stesso, dobbiamo stare con i piedi per terra...


Ed è difficile, soprattutto avere più competenze....
E talvolta ne servirebbe più di una, come cercavo di dire sopra...
È difficile che uno sia al tempo stesso un bravo musicista, e un bravo liturgista.... molto difficile...

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Il Venerabile Beda

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 Oggetto del messaggio: Riscoprire una vocazione educativa
MessaggioInviato: domenica 8 novembre 2009, 10:17 
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Iscritto: mercoledì 14 ottobre 2009, 15:49
Messaggi: 86
Ciao Edmond,
io ti posso dare la mia esperienza vissuta sotto un'altro profilo,

io ho seguito un percorso formativo, educativo abbastanza lungo
dal classico arrivo alla maturità ho passato altri 6 anni tra formazione universitaria, raggiunta la laurea, master di specializzazione di un anno, in seguito formazione accademia militare, seguito infine da diversi corsi professionali affiancati lungo il mio percorso lavorativo............

beh, ho notato che c'è un altissima probabilità di cadere nell "l'obesità intelletuale" a scapito di quello che chiamerei il "vissuto intellettuale"

in breve troppa teoria, concentrata in tempi limitati e una grande carenza della pratica (a cui se non l'avessi fatta di mia iniziativa fuori dal percorso formativi, la teoria sarebbe stato niente meno che semi gettati su un terreno arido)

quindi a mio parere bisogna operare su due livelli prima di intraprendere un'iniziativa educativa:

1. personale
Per cui devo entrare nel ruolo di educatore, comprendere l'importanza che riveste il mio tempo che dedico al mio interlocutore. Valutare prima di un intervento educativo la mole di lavoro, le modalità con cui vengono somministrati i diversi principi, e sopratutto trasmettere il senso di quello che si sta passando.

2. relazionale
Bisogna avere un buon bagaglio di conoscenza dei processi di comunicazione per aprire un dialogo educativo, al posto del monologo educativo; catturare l'interlocutore su tasti che veramente gli possono interessare e proseguire guidandolo a ragionare sulla materia che stiamo trattando. Quando l'interlocutore, comprende l'importanza di quello che stiamo dicendo e che colpisce interamente i suoi interessi, l'attenzione è posta e quindi l'educatore non deve fare altro che tramandare le nozioni che più servirano all'interessato affinché possa proseguire il ragionamento anche da solo, spinto da quel momento da una curiosità ed interesse positivo.

In questo modo ho stabilito i miei interventi educativi e formativi in azienda, nei corsi di specializzazione, nelle scuole professionali............e perfino con bambini di 3 media...................Benché l'età passasse dai 50 anni di responsabili aziendali ai bimbi 11 anni.... le motivazioni e le forme di apprendimento erano identiche-----------

Secondo me con un bagaglio preparato e ponderato nei contenuti si riesce a far breccia nei cuori. Dobbiamo come insegna la "preghiera continua" legare la parola del giorno che gustiamo la mattina (se non la sera precedente) legarla agli eventi del giorno affinché produca i suoi frutti.


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 Oggetto del messaggio: Riscoprire una vocazione educativa
MessaggioInviato: domenica 8 novembre 2009, 13:06 
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Iscritto: sabato 8 novembre 2008, 17:29
Messaggi: 62
per Venerabile e Servo di Maria:

E quando mancano conoscenza e abilità nelle figure scelte a guidare i cammini formativi?

Mi trovo molto d'accordo sui due livelli da citati da Servo di Maria.

Proprio per questo ponevo la mia domanda a Venerabile.

Se un educatore non è capace di - come tu stesso anche dici - trasmettere il senso di quello che si sta passando, se non è capace di aprire un dialogo educativo, anziché fare un monologo - correggo io - diseducativo... con queste mancanze, come si fa ad essere educatori? Sulla base di cosa vengono scelte queste figure e si pone loro come guide di persone che invece hanno bisogno di vera educazione?


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 Oggetto del messaggio: Riscoprire una vocazione educativa
MessaggioInviato: domenica 8 novembre 2009, 15:05 
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Iscritto: lunedì 6 ottobre 2008, 15:59
Messaggi: 4127
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Be', se manca sia la competenza che l'abilità, si deve fare da parte (ammesso che ci sia qualcun altro... ma se non c'è?????) E se non si fa da parte, dovrebbe essere il parroco, a invitarlo con cordialità, a farsi da parte, spiegando rispettosamente le ragioni...

Se un educatore, un catechista, un animatore, viene seguito (nelle cose giuste), dai bambini, mentre un altro no (i bambini hanno un istinto per le persone!!!!) ci si dovrà regolare di conseguenza...

E anche per le competenze a 360 gradi...
Attenzione a che non si verifichi il detto ciceroniano Summun ius, summa iniuria...
Mi spiego meglio...

La Liturgia stabilisce che l'Annuncio Pasquale, lo deve cantare o proclamare un diacono (se presente)....

Ora, qualche anno addietro, ho partecipato a una veglia Pasquale, dove il diacono... mi spiace dirlo, ma è la verità, cantava da cane!!! Non una stonatura!!! Molte stonature, fuori tempo... la gente rideva... perdendo così la concentrazione per la bellezza dell'Annuncio Pasquale...
Non si riconosceva nemmeno quale Annuncio fosse!! (l'autore)...

Ora, in questi casi, se un laico, è più competente (e in quella stessa veglia, ho sentito una stupenda voce femminile, che avrebbe cantato benissimo l'Annuncio!!!) del diacono...
Un po' di buon senso...

Quell'Annuncio, era da filmare e da mandare a Striscia o a Paperissima...

La gente era piegata in 2!!! [k-ahah]


Questo per dire, che la competenza, non è sempre legata al titolo, o al ruolo...

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Il Venerabile Beda

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