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 Oggetto del messaggio: La potenza del sangue di Cristo
MessaggioInviato: mercoledì 18 agosto 2010, 12:36 
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La potenza del sangue di Cristo

di R. A. Torrey - da "Risveglio pentecostale"


La potenza appartiene a Dio. Pertanto è a disposizione dell'uomo. Vi è una cosa che crea la separazione tra Dio e l'uomo: il peccato. Leggiamo in Isaia: "Ecco, la mano del Signore non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; ma sono le nostre iniquità quelle che han posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che han fatto si ch'Egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto" (Isaia 59:1,2). Il peccato deve essere tolto fra Dio e noi, se vogliamo conoscere la potenza di Dio nella nostra vita. È il sangue che toglie il peccato (Ebrei 9:26). Pertanto, prima ancora di conoscere la potenza di Dio dobbiamo esperimentare l'efficacia purificatrice del sangue di Cristo Gesù.

Il sangue di Cristo è una propiziazione per il peccato. Romani 3:25 "... il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza". Nei primi versi di questo capitolo Paolo ha dimostrato che tutti gli uomini sono peccatori, "ogni bocca sia turata", tutto il mondo "è colpevole dinanzi a Dio".

Dio è Santo ed Egli odia il peccato. L'odio di Dio verso il peccato è una cosa seria: è reale, è vivo, è attivo. L'ira di Dio contro il peccato deve colpire in qualche modo. Che speranza vi è dunque per noi, dal momento che "tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio"? Al verso 25 troviamo la risposta di Dio a questa domanda di massima importanza. Vi è speranza per noi, perché Dio ha provveduto una propiziazione, il sangue versato di Cristo. "Il quale (Cristo) Dio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso". L'ira di Dio contro il peccato ha colpito lui invece di colpire noi. Di questa grande verità il profeta Isaia aveva ricevuto pallida rivelazione centinaia d'anni prima della nascita di Cristo. "Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognun di noi seguiva la sua propria via; e l'Eterno ha fatto cadere su lui l'iniquità di noi tutti" (Isaia 53:6).

Il sangue di Cristo è prima di tutto una propiziazione per il peccato, un segno che soddisfa l'ira santa di Dio contro il peccato. Egli è la "nostra Pasqua" (1Co 5:7), nel vedere il Suo sangue Dio passa oltre e ci risparmia, peccatori come siamo.

Questa propiziazione è principalmente per il credente "una propiziazione mediante la fede". Tutta l'ira di Dio contro i peccati del credente è pienamente soddisfatta nel sangue di Cristo.

Se qualcuno si domanda, come ha potuto Dio aver misericordia dei peccatori prima della venuta e morte di Cristo, la risposta è semplice. Gesù è l'agnello che è stato "ucciso avanti la fondazione del mondo" (Ap 13:8). Nello stesso istante in cui il peccato entrava nel mondo Dio ebbe i suoi occhi volti sul sacrificio ch'Egli stesso aveva predisposto prima della fondazione del mondo. Nello stesso giardino d'Eden il sangue dei sacrifici che raffigurava quello del vero sacrificio cominciò a scorrere.

In Efesini 1:7 si legge "In Lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia". La remissione dei peccati non è qualche cosa che il credente deve aspettare che avvenga nel futuro, ma un qualche cosa ch'egli già possiede. "Noi abbiamo" dice Paolo "la remissione dei peccati". Non dobbiamo fare nulla per assicurarcela, perché il sangue di Cristo già ce l'ha assicurata, è per la fede che ce ne appropriamo e la godiamo. Il perdono è già stato provveduto per ogni credente in Cristo per la potenza del sangue.

Un'anziana signora era morente. Il ministro di culto andò a vistarla e le chiese: "Avete fatto pace con Dio?" "No", fu la risposta.

"Non avete timore d'incontrare Dio, senza prima aver fatto pace con Lui?" "Niente affatto!". Un sorriso si dipinse sul volto della donna morente: "Non ho fatto la mia pace con Dio perché non ne ho bisogno. Cristo l'ha fatta per me, con il sangue della Croce. Io riposo sulla pace ch'Egli ha fatto. Abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia".

"Ma se camminiamo nella luce, com'Egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù suo Figliolo, ci purifica da ogni peccato" (1Gv 1:7). Questo ci offre la completezza del perdono per mezzo del sangue. Il sangue di Cristo ha la potenza di purificare il credente da "ogni peccato". Esso continuamente "purifica", ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Questa purificazione è dalla colpa del peccato. Dovunque nella Bibbia è menzionata la purificazione dalla potenza e dalla presenza del peccato si ha per mezzo della Parola di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, e per mezzo del Cristo vivente e dimorante. Cristo sulla Croce ci salva dalla colpa del peccato, ed il Cristo che ritorna ci salverà dalla presenza del peccato.

Il sangue di Cristo ci salva da tutta la colpa del peccato. Se camminiamo nella luce in Cristo che è la luce, il sangue di Cristo ci purga da ogni peccato. Il sangue di Cristo è potente di lavare il più nero dei peccatori e farlo bianco. Noi tutti abbiamo avuto un passato nero, perché se avessimo potuto vedere il nostro passato con gli occhi di Dio anche il migliore di noi si sarebbe visto nero, nero, nero. Ma se camminiamo nella luce, sottomessi alla verità di Dio, credendo in Cristo, veniamo imbiancati dentro, come bianche erano le vesti di Cristo quando i discepoli lo videro sul Monte della Trasfigurazione (Mt 17:2; Lu 9:29; Mr 9:3). Chi accuserà gli eletti di Dio? (Rm 8:33). Non v'è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Rm 8:1). Nuovamente, in Rm 5:9 si legge: "tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira". Il sangue di Cristo è potente di giustificare. Ogni credente in Cristo è già giustificato per il sangue di Cristo. Giustificato significa qualche cosa di più di perdonato e purificato. Il perdono, per quanto è glorioso, è una cosa negativa; significa che i nostri peccati sono allontanati da noi e noi appariamo come se non avessimo mai peccato. La giustificazione è positiva; significa che siamo considerati giusti, significa che ci è stata accreditata la giustizia perfetta di Cristo.

Se è buono essere stati spogliati dei propri cenci sozzi e vili, è di gran lunga migliore essere rivestiti di vesti di gloria e bellezza. Con il perdono noi siamo spogliati dei cenci vili e maleodoranti dei nostri peccati, con la giustificazione siamo rivestiti della gloria e della bellezza di Cristo. È la potenza del sangue che ci assicura questo. Nel versare il suo sangue quale prezzo di riscatto per il peccato, Cristo ha preso il nostro posto, credendo in Lui noi prendiamo il Suo posto. "Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l'ha fatto esser peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui" (2Co 5:21).

Leggiamo ora Ebrei 9:14: "Quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito Santo eterno ha offerto sé stesso puro d'ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all'Iddio vivente?" Il sangue di Cristo è potente di purificare la coscienza dalle opere morte per servire all'Iddio vivente. Comprendi ciò che vuol dire? È una gloriosa verità che cercherò di rendere semplice. Quando l'uomo prende coscienza dei suoi peccati e s'accorge d'essere un peccatore e che Dio è santo, sente di dover fare qualche cosa per piacere a Dio ed espiare per il peccato. Egli deve "fare penitenze", "osservare la Quaresima", "fare elemosine", ed altre cose per espiare per i suoi peccati. Tutti questi sforzi sono "opere morte". Non possono mai compiere ciò che si prefiggono e non possono mai dare pace. Per quanti anni Martin Lutero cercò la pace in questo modo e non la trovò! Ma quando scopriamo la potenza del sangue, che ha già perfettamente espiato per il peccato, che ci ha già purificati dai nostri peccati e giustificati davanti a Dio, che ci ha resi graditi e accettevoli agli occhi di Dio, allora le nostre coscienze non soltanto sono alleggerite dal peso della colpa, ma anche dal peso di questi sforzi, e possiamo con libertà servire l'Iddio vivente, non nella schiavitù della paura, ma nella libertà e nella gloria di coloro che sanno d'essere figliuoli graditi ed amati.

Vi sono molti cristiani oggi che non hanno permesso al sangue di Cristo di purificare le loro coscienze dalle opere morte. Essi continuamente sentono di dover fare qualche cosa per espiare. Caro fratello e cara sorella, guarda a quel che guarda Iddio, al sangue, e vedi che tutto è stato fatto, già fatto! Dio è soddisfatto, il peccato è espiato, noi siamo giustificati e non dobbiamo più fare opere morte per raccomandarci a Dio; ma, considerando che già siamo stati raccomandati, serviamoLo nella libertà della gratitudine e dell'amore, e non nei legami della paura.

In Atti 20:28 si legge: "Badate a voi stessi ed a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale Egli ha acquistato col proprio sangue". Ed ancora in Ap 5:9 "E cantavano un nuovo cantico dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d'aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d'ogni tribù e lingua e popolo e nazione". Il sangue di Cristo mi rende proprietà di Dio. Questo pensiero mi dà un senso di responsabilità: se appartengo a Dio, vuol dire che debbo servirLo interamente, corpo, anima e spirito, devo appartenerGli tutto. Ma il pensiero che sono proprietà di Dio mi dà anche un senso di sicurezza: Dio prenderà cura di ciò che Gli appartiene. Il sangue di Cristo è potente di darmi sicurezza eterna.

Apprendiamo qualche cosa di più della potenza del sangue in Ebrei 10:19,20: "Avendo dunque, fratelli, libertà d'entrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù, per quella via recente e vivente che Egli ha inaugurata per noi, attraverso la cortina, vale a dire la sua carne". Il sangue di Cristo è potente di dare al credente franchezza per entrare nel santuario, di accostarsi alla presenza stessa di Dio. Nei giorni del giudaesimo antico del tabernacolo e del Tempio, Dio si manifestava nel luogo santissimo. Quello era il luogo designato per incontrare Dio. Ma in quel luogo era permesso l'accesso ad un solo Giudeo in tutta la nazione, al sommo sacerdote; ed a questi soltanto una volta all'anno, nel giorno dell'espiazione, e soltanto con il sangue. Dio insegnò ai giudei, e tramite loro a tutto il mondo, tre grandi verità: la santità inaccessibile di Dio, la peccaminosità dell'uomo, e che l'uomo peccatore poteva accedere all'Iddio santo soltanto tramite il sangue dell'espiazione, perché "senza versamento di sangue" non poteva esservi "remissione di peccato", e di conseguenza non poteva esserci accesso a Dio (Eb 9:22). Il sangue dei sacrifici del Vecchio Testamento era soltanto una figura del vero sacrificio, Gesù Cristo; e, a motivo del Suo sangue versato, il più vile dei peccatori che oggi crede in Lui ha il diritto di accedere a Dio, di entrare nella Sua presenza ogni qualvolta che lo desideri "senza timore e in piena certezza di fede". Oh, la meravigliosa potenza del sangue di Cristo che allontana ogni timore allorché mi avvicino all'Iddio che è santo e che è "un fuoco consumante"! Dio è Santo? Si! Ed io sono un peccatore? Si! Ma in virtù dell'offerta meravigliosa di Cristo, valevole per sempre, "una volta per sempre" il mio peccato è stato per sempre allontanato, ed io sono stato "giustificato" e "reso perfetto", e grazie a quel sangue tanto prezioso e accettevole a Dio posso accostarmi con franchezza nella presenza stessa di Dio.

Il sangue di Cristo ha ancora maggior potenza. In Ap 22:14 si legge "Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della gloria"! Facendo un confronto con il verso 14 del cap. 7 si comprende chiaramente che è tramite il sangue di Cristo che le vesti possono essere lavate. Il sangue di Cristo dunque è potente di dare a coloro che credono in lui il diritto all'albero della vita e accesso nella città di Dio. Il peccato nel giardino dell'Eden ha tolto all'uomo il diritto all'albero della vita e lo ha cacciato via (Ge 3:22-24). Il sangue di Cristo ci riapre la via all'albero della vita e alla Nuova Gerusalemme. Il sangue di Cristo ci fa riavere tutto ciò che Adamo perse a cagione del peccato ed ancora di più:

Abbiamo visto qualche cosa che si riferisce alla potenza del sangue di Cristo. Hai fatto tesoro di quel sangue? Gli hai permesso di operare nella tua vita come si deve? Alcuni oggi cercano di escogitare una teologia che tagli fuori il sangue. Quale stoltizia! Il Cristianesimo senza il sangue espiatore è un Cristianesimo senza misericordia per il peccatore, senza pace per la coscienza, senza perdono autentico, senza giustificazione, senza purificazione, senza libertà d'accesso alla presenza di Dio, senza potenza.

Non è affatto Cristianesimo, ma la contraffazione stessa del diavolo.

Se vogliamo conoscere la pienezza della potenza nella vita e nel servizio cristiano, dobbiamo prima di tutto conoscere la potenza del sangue di Cristo, perché è quella che ci dà il perdono, la giustificazione e la libertà di appressarci a Dio.

Non possiamo conoscere la potenza dello Spirito prima ancora della potenza del sangue; non possiamo neppure conoscere la potenza della preghiera prima ancora della potenza del sangue per mezzo del quale possiamo appressarci a Dio. Vi sono alcuni che insegnano "la vita più elevata" ignorando la verità fondamentale del sangue. Costoro cercano di erigere una sovrastruttura senza fondamenta sicure. È necessario cominciare dal sangue per arrivare al "luogo santissimo".


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 Oggetto del messaggio: La potenza del sangue di Cristo
MessaggioInviato: mercoledì 18 agosto 2010, 13:33 
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È vero... quanto scritto (tranne la parte relativa alla penitenza)...
il sangue di Cristo, insieme alla fede in Lui, insieme al pentimento per i nostri peccati, insieme alla volontà di cambiare per avvicinarci alla volontà Dio, insieme allo sforzo di fare il bene, ovvero, la volontà di Dio, ci apre le porte del Paradiso...
Ma è il sangue di Cristo, il punto di partenza...

È la fede in Cristo Gesù unita alle opere (col pentimento dei nostri peccati, e possibilmente con penitenza), che dà la salvezza...
Come attesta il Vangelo:

«Non chi dice: "Signore! Signore! Ma chi fa' la volontà del Padre mio che è nei cieli».

Il Verbo, si è fatto carne...
La Parola, è diventata fatto concreto...

Dio non vuole parole, ma fatti!

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 Oggetto del messaggio: La potenza del sangue di Cristo
MessaggioInviato: mercoledì 18 agosto 2010, 14:36 
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Bhe, la Bibbia in 2 Corinzi 5:21 c’insegna questo: “Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui”. Ora, se attraverso questo scambio Cristo è divenuto maledizione portando su di se i nostri peccati affinché la condanna cadesse su di lui e la sua giustizia (di Dio) è stata trasferita in noi, vuol dire che non è un frutto delle nostre opere. Infatti la Scrittura dice: "egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui."

Dunque è vero che noi dobbiamo fare la volontà del Padre, ma è anche vero che noi siamo in grado di compierla perché egli ha trasferito la giustizia di Dio in noi quando credendo siamo stati giustificati.
Infatti prima di ricevere il perdono dei peccati e la sua giustizia servivamo il peccato e non la giustizia, secondo che è scritto in Romani 6:6: "liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia"

Se dipendesse dai nostri sforzi Cristo sarebbe morto inutilmente. Ma noi sappiamo che con i nostri sforzi non possiamo fare nulla che possa raccomandarci a Dio. Difatti la Bibbia stessa afferma: "Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla".

Dunque, è vero che la fede salvifica è quella operante però non è in virtù di quelle opere che veniamo salvati altrimenti non è più per grazia ma per opere. Le opere servono a testimoniare della nostra fede, ovvero sono la dimostrazione (visibile) della nostra fede (invisibile). Una fede che rifiuta di compiere buone opere è una fede da mettere in discussione!

Se sono stato perdonato e giustificato la giustizia di Dio è stata trasferita in me e possedendo la giustizia di Dio porterò, come dice la scrittura, "molto frutto". Il frutto non nasce dasolo, nasce dall'albero. E l'albero non si sforza per fare il frutto, è un processo natuale. "Io sono la vite, voi siete i tralci.." se i tralci non sono attaccati alla vite sarà difficile che producano dasoli del frutto. Per produrre i frutto devono essere attaccati alla vite! Infatti ancora prosegue dicendo: "Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla"

Il sacrificio di Cristo è sufficiente, ed è per mezzo di quel sacrificio che è stato reso possibile ricevere la giustizia di Dio per portare quel "molto frutto". Senza il sacrificio di Cristo non saremmo dei tralci e non produrremmo alcun frutto.
Il mio invito è quello di riconoscere che siamo dei tralci, e che dipendiamo dalla vite per dare il frutto!


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 Oggetto del messaggio: La potenza del sangue di Cristo
MessaggioInviato: mercoledì 18 agosto 2010, 15:15 
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Infatti serve l'uno e l'altro: la fede e le opere... le gambe sono due...

Se si crede in Cristo, ci si sforza di agire in un certo modo (coerenza).

Quello che ci chiede Dio, ovvero, una collaborazione concreta.

Altrimenti uno potrebbe credere, continuando a fare quello che gli pare...

Ma come tutti sanno, non è così che funziona: fede e opere; non, solo fede o solo opere... ma l'una e l'altra cosa.

Fermo restando, che alla fine, lo sforzo di fare il bene, è più importante, come attesta sempre il Vangelo:

Cita:
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.



La volontà di Dio, può essere ignota nello specifico, ma è nota in generale: i comandamenti, la Carità... "Giustizia, Misericordia, Fedeltà... queste cose bisognava fare, senza omettere quelle".

Sempre il Vangelo...

Le gambe sono due... non si può omettere una gamba...
È sbagliato!

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 Oggetto del messaggio: La potenza del sangue di Cristo
MessaggioInviato: mercoledì 18 agosto 2010, 15:20 
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Sì, però c'è una piccola differenza. Come ho scritto prima, le opere dovrebbero essere un "frutto" della fede. E la fede è il mezzo attraverso il quale ci si appropria della grazia che ci è fatta da Dio. Dunque colui che ha creduto e per fede ha realizzato la grazia è già stato salvato perché gli sono stati perdonati i peccati ed è stato giustificato avendo ricevuto la giustizia di Dio. Le opere sono una conseguenza...perché fino a che venissimo giustificati noi eravamo servi del peccato e non della giustizia. Dunque un conto è fare buone opere come frutto della salvezza e un'altro è fare buone opere per essere salvati... no?


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