Angolo di cielo

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 Oggetto del messaggio: Riflessioni e domande da una canzone
MessaggioInviato: sabato 15 novembre 2008, 6:39 
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Dio se ci sei, con i dolori tuoi
ascolterai una preghiera
i figli tuoi, chiedono amore sai,
ci sentirai, così vicino a te.
Vite a metà, cuore indeciso che,
la direzione non ce l'ha
gente che va, senza pensarci su,
il bene e il male non lo sa dov'è.
Quanti che, li puoi vedere anche tu,
sulle strade soli come sono.
Male che fa male, tu lo puoi fermare,
male che fa male tu non vuoi.
Lasciati parlare, lasciati cercare
lasciati vedere e guarda noi.
Dio se ci sei, di sole e nuvole,
libera noi da questo male
dacci il tuo pane, toglici i debiti
ascolterai queste parole che, gridano,
così lontano da te
ma lo so che tu le puoi sentire.
Male che fa male, tu lo puoi fermare,
male che fa male tu non vuoi.
Lasciati cercare, lasciati pregare
lasciati vedere e guarda noi.
Quanta gente che ci crede, a qualcosa
e sta lottando anche per noi
quanta gente sta aspettando te.
Male che fa male, tu lo puoi fermare,
male che fa male tu non vuoi.
Lasciati cercare, lasciati parlare
lasciati vedere e guarda noi.
Male che fa male, tu lo puoi fermare
male che fa male tu non vuoi.
Lasciati cercare, lasciati parlare
lasciati vedere e guarda noi

Alex Baroni

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 Oggetto del messaggio: Riflessioni e domande da una canzone
MessaggioInviato: sabato 15 novembre 2008, 6:40 
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“Dio se ci sei, con i dolori tuoi, ascolterai una preghiera”: a chi nella vita non è mai capitato di dire una preghiera a Dio, soprattutto in un momento difficile, in una situazione di prova, in un momento di dubbio?... La preghiera nasce là dove sperimentiamo il limite della nostra natura, del nostro essere creature fragili e quindi bisognose di una luce e di un aiuto che ci possono venire solo dall’altro. È indice chiaro della nostra apertura a Dio, ed è inscritta nel nostro DNA. Tutte le grandi religioni hanno nella preghiera l’espressione più alta della loro esperienza spirituale. Pregando stabiliamo il filo diretto con Dio, accorciamo le distanze con lui, sperimentiamo un profondo senso di pace.

“I figli tuoi, chiedono amore sai”: la grande novità della rivelazione cristiana è l’averci svelato un nuovo rapporto con Dio. Non più soggetti sottomessi a un Dio che fa paura, non più dei numeri ma figli che vivono una relazione d’amore con un Dio che ha il volto di un Padre, che ci ama a tal punto da renderci partecipi della sua stessa vita divina con la morte/resurrezione del suo figlio Gesù. E cosa i figli possono chiedere a un padre se non l’amore? Quell’amore spesso negato, calpestato, incompreso e sottinteso che a volte sperimentiamo nella nostra vita.

“Vite a metà, cuore indeciso che la direzione non ce l’ha/gente che va, senza pensarci su”: nella vita di tutti i giorni, può capitare di perdere quel punto di riferimento che ci orienta nelle azioni quotidiane, per cui viviamo senza una direzione ben precisa, trascinati dagli eventi. Invece di vivere ci lasciamo vivere, consegnando il nostro tempo all’inedia e alla passività. Così a lungo andare sperimentiamo che la vita stessa diventa un peso, perdiamo l’entusiasmo, la capacità di apprezzare il positivo che c’è nelle cose, nelle persone, negli avvenimenti.

“Il bene e il male non lo sa dov’è: quando viene a mancare quel punto fermo che è Dio, anche la nostra vita morale, le nostre scelte e i nostri comportamenti quotidiani non sono più guidati da una chiara coscienza di ciò che è bene e di ciò che è male. Il grande problema della nostra epoca è proprio l’aver perso questa coscienza! È il cosidetto “relativismo etico”: non esistono più norme oggettive riconosciute da tutti, ma ognuno è criterio a se stesso, si costruisce le proprie “norme” a seconda della circostanza e della propria convenienza. Il problema, allora, è quello di ricostruire il giusto rapporto tra esigenza morale/valori normativi e scelte dell’individuo che vive la sua situazione esistenziale in un contesto particolare. In ogni scelta non c’è soltanto in gioco la mia libertà ma anche quella dell’altro con cui mi relaziono. Per cui se la mia scelta/azione rispetta anche la libertà/dignità dell’altro ed è in conformità al valore morale oggettivo può dirsi giusta.

“Male che fa male, tu lo puoi fermare/male che fa male tu non vuoi… libera noi da questo male”: da quando esistono l’uomo e il mondo esistono anche la realtà del bene e del male. Con la nostra libertà noi siamo ogni giorno chiamati a scegliere tra queste due possibilità così diverse e opposte tra loro: male infatti significa “morte”, bene significa “vita”. La rivelazione biblica a riguardo è chiara: “Pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male... scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza” (cf Dt 30, 15-19). C’è quindi un male che è causato da noi, dalle nostre scelte sbagliate e un male che subiamo, causato dagli altri. Il primo può essere eliminato con una conversione della nostra libertà e della nostra coscienza. Il secondo con il nostro impegno a non rispondere al male con il male e a impegnarci in prima persona a fare il bene. Dio ci dà certo l’aiuto ma non può risolvere i problemi con la bacchetta magica… sarebbe troppo comodo per noi! E poi dove andrebbe a finire la nostra libertà?

“Lasciati parlare/lasciati cercare/lasciati vedere e guarda noi”: nell’esperienza religiosa l’illusione più grande è credere che siamo noi a cercare Dio. In effetti è Dio a cercare noi. Siamo, perciò, noi che dobbiamo lasciarci cercare e trovare da Lui! Nella parabola della pecora perduta (Lc 15, 4-7) è proprio Dio che si mette alla ricerca dell’uomo. È sempre Lui a prendere l’iniziativa… Con noi Dio gioca sempre in anticipo!

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 Oggetto del messaggio: Riflessioni e domande da una canzone
MessaggioInviato: sabato 15 novembre 2008, 6:43 
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PER RIFLETTERE:

Che cos’è per te la preghiera?


Durante la giornata ti riservi spazi di tempo per pregare?


Come vivi il tuo rapporto con Dio? àHai dei punti fermi nella tua vita?

Per te cos’è il bene e il male?

Come ti poni davanti al male? Come lo combatti?

Ti lasci cercare e trovare da Dio?

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 Oggetto del messaggio: Riflessioni e domande da una canzone
MessaggioInviato: sabato 15 novembre 2008, 9:44 
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Miriam ma oggi che vuoi fare?
Con tutte queste bellissime domandine mi metti in crisi [k-ahah]
Ci penso un po' e poi rispondo?
Cerco di interiorizzare?
La prima cosa che mi viene in mente è: Ti lasci cercare da Dio e trovare da Dio.
Mi viene in mente un canto che è stato molto importante nella mia vita.
Ai piedi di Gesù
Signore sono qui ai tuoi piedi
Signore voglio amare Te
Sgnore dono il cuore a Te
Signore chiedo forza a Te
Accoglimi, perdonami, la Tua grazia invoco su di me

Nella mia giornata cerco in Gesù la forza per vivere nel Suo Amore e secondo quello che lui mi dona, mi abbandono in Lui nella preghiera, non sempre ci riesco... ma lui mi trova, mi trova sempre, io lo sento, lo sento eccome... ma se lascio la preghiera mi sento sperduta e mi manca il fiato, per me la preghiera è il respiro mio, il filo conduttore che mi porta ogni giorno a Lui.

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Dio è Amore!


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 Oggetto del messaggio: Riflessioni e domande da una canzone
MessaggioInviato: lunedì 17 novembre 2008, 2:07 
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Iscritto: domenica 5 ottobre 2008, 0:32
Messaggi: 1164
Località: Tarquinia VT
Domande che scavano in fondo all'anima!!!

Cos'è per me la preghiera: nutrimento per l'anima, è quel filo diretto che unisce a Dio, è quel canale che permette di sentire Dio. Non esiste vita spirituale senza preghiera. Il mio Don fa sempre l'esempio della piantina: se la innaffi cresce, altrimenti muore. Così è la nostra vita spirituale, se la nutri cresce, altrimenti muore.

Se trovo spazi durante la giornata: lotto per trovarne. Da qualche mese ho anticipato la sveglia mattutina per pregare prima di uscire di casa. Se proprio non ce la faccio recito le lodi e le preghiere del mattino in treno. Durante il giorno non è mai facile, ma ne approfitto quando guido, se aspetto il bus..ho sempre un rosario in tasca e ogni tanto una decina non fa male. Alla sera sono monella: molto spesso il sonno prevale.

Come vivo il mio rapporto con Dio: Meravigliosamente!!! Avevo paura di Dio, perché lo immaginavo un Padre severo. Forse portavo avanti questa immagine dai tempi del catechismo, sapevo che se non rispettavo le regole finivo all'inferno. Quando sbagliavo e mi sentivo peccatrice mi allontanavo da Lui,
non entravo neanche in chiesa perché mi sentivo indegna. Poi ho scoperto che Dio è Amore e questa è stata la rivoluzione della mia vita. Dio mi ha creata libera, anche di sbagliare per poter sperimentare subito dopo il potere della Sua Misericordia.

I miei punti fermi: certo che ho dei punti fermi, voglio vivere la vita non voglio farmi logorare. Ho imparato ha mettere dei paletti, cerco di dare spazio a tutto nei limiti del possibile e di vivere tutto ciò che ho scelto di vivere. Se perdo il controllo delle mie azioni gioco il mio asso nella manica: padre Sergio.

Il bene e il male: é bene tutto ciò che fa stare bene gli altri e fa stare bene me, è pace, amore, buone azioni, gioia. Non riesco a definire il bene! Il male è tutto ciò che mi toglie la pace, quando non amo, lo vedo intorno a me ogni momento.

Come mi pongo davanti al male e come lo combatto: è intorno a me, è intorno a tutti noi. Nelle notizie, in televisione, nel mondo con le guerre, nelle nostre famiglie, vicino ai nostri figli. Lo combatto con l'amore, ma per questa guerra contro il male devo essere forte nella preghiera altrimenti il male mi schiaccia. La preghiera è la mia arma.

Mi lascio cercare e trovare da Dio: non ho alternative!!! Fin da piccola non ho mai avuto dubbi sull'esistenza di Dio, ma non mi interessava saperne di più. Lui stava in cielo ed io qui su questa terra, niente di più. Tredici anni fa ha deciso di stravolgere la mia vita, mi ha cercata e mi ha portata sulla sua strada. Ho provato più volte ad allontanarmi da Lui, niente da fare! Mi lascia per la mia strada per un po', mi fa sbattere il viso nel mio io, mi prende per un orecchio è mi riporta sulla Sua strada. Oggi preferisco rimanere sulla Sua strada, ha dimostrato in tutti i modi quanto mi ama ed io voglio rimanere con Lui sempre.

Grazie Miriam [k-bacio]

_________________
Mard62

Che tutti siano "uno"... affinché il mondo creda.


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