Angolo di cielo

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 Oggetto del messaggio: Alla ricerca di Giove
MessaggioInviato: martedì 15 giugno 2010, 22:32 
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Giove impiega 12 anni a percorrere la sua orbita intorno al Sole; sicché, muovendosi sullo Zodiaco, si sposta di una costellazione all’anno. Con magnitudine -2,5, è tre volte più luminoso di Sirio, che è la stella più brillante del nostro cielo. Dopo la Luna e Venere, è il terzo tra gli oggetti più luminosi del cielo ( in rare occasioni anche Marte può diventare così luminoso). Inoltre il suo diametro apparente di circa 45 secondi d’arco è il maggiore di tutti i pianeti, perciò non presenta quasi mai il fenomeno della scintillazione. La sua luce giallognola, stabile e brillante lo rende inconfondibile.

Giove è il più grande dei pianeti, non solo in assoluto, ma anche per come appare al telescopio (a eccezione della falce di Venere). Sul suo disco si osservano parecchie strisce scure parallele dette bande; le regioni bianche e luminose comprese tra le fasce si chiamano zone. Vicino a Giove si vedono, come punti brillanti, le sue quattro lune maggiori. Ciascuna di esse impiega pochi giorni a ruotare intorno al pianeta sicché le loro posizioni cambiano rapidamente.

Un esame attento rivela che Giove non è perfettamente sferico ma schiacciato ai poli. Sul disco si notano le zone bianche e le bande scure, tutte parallele all’equatore. All’interno di queste ultime si possono cogliere varie irregolarità dette festoni e, con un’osservazione prolungata, si può vedere come questi si spostino sul disco a causa della rotazione del pianeta. Sia la struttura sia il grado di oscurità delle bande variano col passare dei mesi e degli anni. In una notte favorevole è possibile vedere, nell’emisfero sud, una macchia di color rosso pallido: si tratta della Grande macchia rossa osservata da centinaia di anni, variabile anch’essa da un anno all’altro sia nel colore sia nel contrasto. Negli anni Settanta era abbastanza facile individuarla, mentre negli anni Ottanta si attenuò molto ed era visibile con un piccolo telescopio come un’area chiara che copriva parte della banda scura sottostante. Delle macchie scure, ben visibili, con sorpresa degli astronomi, anche con piccoli telescopi, sono apparse nel 1994 come effetti degli impatti dei frammenti della cometa Shoemaker - Levy 9. Le quattro lune galileiane sono, in ordine di distanza crescente dal pianeta: Io, Europa, Ganimede e Callisto. Ganimede è la più luminosa; Io è quasi altrettanto luminosa e di colore leggermente giallo - arancione; Europa è bianca ma meno brillante, mentre Callisto è la più scura e spesso la si vede nella posizione che gli spetta come il satellite più lontano da Giove. Le orbite dei satelliti sono praticamente complanari all’equatore di Giove e poiché questo ha un asse appena inclinato sul piano dell’orbita (per cui non ha stagioni), vediamo le orbite dei satelliti più o meno di taglio. Ciò spiega perché essi ci appaiono percorrere, avanti e indietro, più o meno sempre la stessa linea. Ogni satellite, provenendo dal lato est di Giove , raggiunge la sua massima distanza a ovest passandogli davanti, per poi tornare a est passandogli dietro (a causa della piccola inclinazione dell’asse di Giove, sopra accennata, lungo alcuni tratti dell’orbita del pianeta avviene che Callisto, il più lontano, non ne attraversi il disco ma gli passi o sopra o sotto). Quando un satellite passa davanti a Giove (transito) può accadere che la sua ombra, grande più o meno come il satellite stesso, si proietti su Giove. Questa ombra può essere vista anche con un piccolo telescopio se la notte è particolarmente favorevole per le osservazioni. Talvolta, durante il transito, oltre all’ombra si riesce a vedere lo stesso satellite. Europa, ad esempio, essendo di colore bianco, risalta molto facilmente sullo sfondo delle bande più scure, mentre Callisto, che è scuro, può essere visto per contrasto sulle zone chiare. La durata dei transiti è compresa fra le due ore per Io e le cinque ore per Callisto. Ogni sei anni circa si può osservare con una certa frequenza un satellite più veloce (interno) sorpassarne uno più lento (esterno), con eventuale eclisse del primo quando, al momento del sorpasso, passa dietro al secondo. Le lune Io ed Europa corrono abbastanza rapidamente per poterne osservare gli spostamenti nel corso della stessa serata. Dei quattro satelliti, in ogni osservazione, quasi sempre se ne vedono almeno tre; molto raramente può capitare che, per un’ora o due, non se ne veda nessuno: segno che stanno passando o davanti o dietro al pianeta.

Giove è un pianeta gigante gassoso, costituito essenzialmente da idrogeno ed Elio. Esso non ha nulla di simile a ciò che potremmo considerare una “superficie” planetaria. Infatti, scendendo in profondità, si troverebbe uno strato di idrogeno allo stato liquido a causa dell’enorme pressione e, al centro, probabilmente, un nucleo roccioso relativamente piccolo. Perciò, tutto quello che possiamo vedere dalla Terra, si riduce alla parte superiore delle nuvole che avvolgono il pianeta. Le nuvole più profonde sono composte fondamentalmente di cristalli di ghiaccio d’acqua, con impurità (per lo più composti di zolfo) che conferiscono loro il colore marrone scuro. Tuttavia, al di sopra di queste nuvole scure vi sono nuvole bianche brillanti composte di cristalli di ghiaccio di ammoniaca. Un osservatore da Terra vede distintamente le zone bianche (nuvole di ammoniaca); dove queste nuvole mancano, si vedono le bande scure ricche di acqua e di composti di zolfo. Giove compie un giro intorno al suo asse in 9 ore e 55 minuti. Poiché il suo raggio è quasi 12 volte più grande di quello della Terra, ne consegue che le regioni esterne ruotano a velocità tangenziale enorme: velocità che spinge le nuvole a raccogliersi in bande parallele alla velocità stessa. Allo stesso tempo, l’enorme forza centrifuga spiega il notevole schiacciamento ai poli, caratteristico di questo pianeta. Le lune di Giove sono corpi di grandezza rispettabile: la più piccola di esse, Europa, è grande quasi come la nostra Luna; Ganimede e Callisto sono più grandi di Mercurio. Io è un corpo roccioso con dozzine di vulcani attivi che hanno ricoperto il suolo di composti di zolfo (da cui il suo colore giallognolo). Le altre tre lune sono per lo più ricoperte di ghiaccio d’acqua. Anzi, Ganimede e Callisto, composte essenzialmente di ghiaccio , assomigliano a gigantesche palle di neve. Tuttavia la polvere mista al ghiaccio ha dato ad alcune regioni di Ganimede e a quasi tutta la superficie di Callisto una tonalità più scura di quella di Europa, coperta di ghiaccio puro.


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