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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Santa Teresa d'Avila
MessaggioInviato: giovedì 14 ottobre 2010, 21:20 
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Iscritto: venerdì 5 marzo 2010, 1:01
Messaggi: 383
Santa Teresa d'Avila nacque il 28 Marzo del 1515 ad Avila. Da parte di padre era un nipote di un ricco mercante di Toledo, che per via della sua condizione di ebreo converso, alla fine del XV secolo aveva subito le persecuzioni dell'Inquisizione. Condannato dal Santo Uffizio, dovette trasferirsi ad Avila per iniziare una nuova vita. All'epoca i cristiani si distinguevano in viejos, cioè di famiglia cristina da sempre, e conversos, cioè ebrei - musulmani che soprattutto per timore dell'Inquisizione, si erano almeno apparentemente convertiti al Cristianesimo. Suo padre sposò una cristiana Vieja. Suo padre morì in rovina dopo aver visto i suoi figli maschi partire per le Indie a cercare fortuna. Fu sua mamma a insegnarle a leggere e la fece appassionare di letteratura cavalleresca. A sette anni Teresa aveva un'indole fantasiosa e convinse suo fratello a recarsi nelle terre dei Mori a sacrificarsi per Cristo, anche se poi uno zio lo fermò in un ponte vicino ad Avila. A sedici anni era una bella ragazza ed ebbe una storia d'amore con un giovane presentatole dalla cugina, ma il padre si oppose a questa relazione e decise di rinchiuderlain un convento ad Avila. Teresa almeno fino allora non pensava alla vita conventuale, anzi le era ostile, ma non voleva nemmeno sposarsi, perché nella società del tempo la donna era completamente subordinata al marito. Anni dopo in una sua biografia, avrebbe lodato la grande grazia che Dio faceva alle religiose "nello sceglierle per sé e liberarle dall'asservimento a un uomo, che molte volte per loro significa la morte del corpo, e chiede a Dio che non sia quella dell'anima". In ogni caso Teresa accondiscese al volere del padre e ci rimase un anno e mezzo, poi si ammalò, ma non fece ritorno a casa. Quando si riprese in salute aveva deciso di prendere i voti del monastero Carmelitano dell'Incarnazione. Ma penitenze e mortificazioni la debilitarono e cadde di nuovo in malattia; durante un'agonia ebbe un parossismo, rimase per quattro giorni senza conoscenza e fu sul punto di morire, ma si ristabili.
Per i successivi 26 anni fu una delle suore del suddetto monastero. Nel 1555, a 40 anni, un'immagine di Cristo trafitto da piaghe e la lettura delle Confessioni di sant'Agostino determinarono quella che lei chiamò la sua conversione. Poco dopo udì una voce che diceva: "Non voglio più che tu parli con gli uomini, ma con gli angeli!"
Da allora ebbe esperienze mistiche che sono descritte nella sua autobiografia. La più conosciuta è la transverberazione, rappresentata dal Bernini nella sua celebre scultura: un cherubino che, seguendo la passione di Cristo, le infliggeva una sorta di ferita nell'anima come se una saetta le si infilasse nel cuore.
Vigeva all'epoca ancora l'Inquisizione. I confessori di Teresa dubitavano delle sue visioni e comunicazioni che aveva con Cristo, le consigliarono perfino di diffidarne perché potevano essere mandate dal demonio. Subì offese dai suoi concittadini, e molti pensavano che presto sarebbe finita sul rogo. Ma lei gestì la sua santità in modo molto intelligente.
Adottò molte precauzioni, consultò teologi e guide spirituali e sottopose le sue rivelazioni ad analisi assai rigorose.
Aveva le estasi ed eccedeva nell'uso del cilicio. Al tempo stesso Teresa però era convinta della necessità di riformare la vita monastica e ripristinare la primitiva Regola Carmelitana. Così nel 1560, chiamò le sue consorelle e decise di fondare un nuovo monastero di religiose: le Carmelitane scalze. Il fine del suo progetto non era una vita penitenziale, ma la scoperta di un modo semplice e fraterno di vivere il Vangelo e la Regola del Carmelo, attraverso la meditazione, e il raggiungimento di una pace beata, una sorte di consapevole consegna all'amore di Dio.
Il progetto fu considerato una follia dalle autorità ecclesiastiche e civili. Per Teresa queste resistenze erano dei segni divini, per cui non desistette dal suo intento fino quando nel 1562, inaugurò il monastero di San José con quattro novizie.
Ebbe l'autorizzazione dal priore generale dell'ordine del Carmelo e fu il punto di partenza della sua titanica opera di fondazione. Con la fondazione, le offerte fioccarono e nacquero altri conventi femminili e maschili. In tutti i processi di fondazione, l'entusiasta riformatrice si occupava con cura di tutto ciò che era relativo al luogo, casa, enrate, candidate e soprattutto al "servire a Dio" mantenendo i capisaldi dell'originaria regola carmelitana: povertà, clausura, preghiera, digiuno, astinenza. Teresa credeva fermamentenella povertà apostolica a imitazione di quella di Cristo, principio ala base della gestione dei suoi monasteri, ma accettò solo in casi particolari che tali strutture potessero godere di rendite in aiuto al loro sostentamento. L'opposizione ecclesiastica le impedì di aprire altri monasteri e attirò su di lei la mano dell'Inquisizione (poi le accuse decaddero). Teresa dovette ritirarsi e dopo alcuni anni, grazie all'intervento del re Filippo II di Spagna, i sospetti su di lei e il suo ordine cessarono. Morì il 15 ottobre 1582 mentre era in viaggio, nella provincia di Salamanca. Qui fu sepolta nella chiesa dell'Annunciazione, dove il suo corpo è rimasto incorrotto fino ad oggi.
Teresa d'Avila scrisse molte opere ch consolidarono la sua fama di santa e mistica e contribuirono in modo decisivo all'inaudita rapidità con cui la Chiesa ne decretò la beatificazione, nel 1614, e la canonizzazione nel 1622. Tre secoli dopo, nel 1970, santa Teresa sarà la prima donna a essere proclamata Dottore della Chiesa, un titolo finora riservato solo ad altre due donne su 33 dottori: Caterina da Siena (1970) e Santa Teresa di Lisieux (1997).
Santa Teresa d'Avila incontrò un altro mistico: san Giovanni della Croce. San Giovanni della Croce seguì la riforma di santa Teresa d'Avila, e riformò il ramo maschile del Carmelo, fondando anche lui l'ordine dei Carmelitani scalzi e si oppose ai Carmelitani. Trascorse 8 mesi in prigione e li iniziò a scrivere il celebre Cantico Spirituale che ebbe fra le sue prime lettrici le Carmelitane Scalze.

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Venusia


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