Angolo di cielo

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 Oggetto del messaggio: Per rinascere in Quaresima...
MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2009, 13:32 
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Penso che iniziando a breve la Quaresima avremo bisogno di nutrirci della Parola e della condivisione di tutti noi!
Condivideremo in questa discussione tutti i nostri pensieri e i nostri spunti per meditare in questo tempo liturgico che ci aiuta a rinascere e a ricominciare protesi verso la ""Resurrezione".
Inizio con un testo di Don Tonino Bello che giudico splendido!


5 Febbraio 1989

Don Tonino Bello, Vescovo



Carissimi,

cenere in testa e acqua sui piedi.

Tra questi due riti, si snoda la strada della quaresima. Una strada, apparentemente, poco meno di due metri. Ma, in verità, molto più lunga e faticosa. Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri.

A percorrerla non bastano i cinquanta giorni che vanno dal Mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala.

Pentimento e servizio. Sono le due grandi prediche che la Chiesa affida alla cenere e all’acqua, più che alle parole. Non c’è credente che non venga sedotto dal fascino di queste due prediche. Le altre, quelle fatte dai pulpiti, forse si dimenticano subito. Queste, invece, no: perché espresse con i simboli, che parlano un «linguaggio a lunga conservazione».

È difficile, per esempio, sottrarsi all’urto di quella cenere.

Benché leggerissima, scende sul capo con la violenza della grandine. E trasforma in un’autentica martellata quel richiamo all’unica cosa che conta: «Convertiti e credi al Vangelo».

Peccato che non tutti conoscono la rubrica del messale, secondo cui le ceneri debbono essere ricavate dai rami d’ulivo benedetti nell’ultima Domenica delle Palme. Se no, le allusioni all’impegno per la pace, all’accoglienza del Cristo, al riconoscimento della sua unica signoria, alla speranza di ingressi definitivi nella Gerusalemme del cielo, diverrebbero itinerari ben più concreti di un cammino di conversione.

Quello «shampoo alla cenere», comunque, rimane impresso per sempre: ben oltre il tempo in cui, tra i capelli soffici, ti ritrovi detriti terrosi che il mattino seguente, sparsi sul guanciale, fanno pensare per un attimo alle squame già cadute dalle croste del nostro peccato.

Così pure rimane indelebile per sempre quel tintinnare dell’acqua nel catino. È la predica più antica che ognuno di noi ricordi. Da bambini, l’abbiamo «udita con gli occhi», pieni di stupore, dopo aver sgomitato tra cento fianchi, per passare in prima fila e spiare da vicino le emozioni della gente.

Una predica, quella del giovedì santo, costruita con dodici identiche frasi: ma senza monotonia. Ricca di tenerezze, benché articolata su un prevedibile copione. Priva di retorica, pur nel ripetersi di passaggi scontati: l’offertorio di un piede, il levarsi di una brocca, il frullare di un asciugatoio, il sigillo di un bacio.

Una predica strana. Perché a pronunciarla senza parole, genuflesso davanti a dodici simboli della povertà umana, è un uomo che la mente ricorda in ginocchio solo davanti alle ostie consacrate.

Miraggio o dissolvenza? Abbaglio provocato dal sonno, o simbolo per chi veglia nell’attesa di Cristo? «Una tantum» per la sera dei paradossi, o prontuario plastico per le nostre scelte quotidiane?

Potenza evocatrice dei segni!

Intraprendiamo, allora, il viaggio quaresimale, sospeso tra cenere e acqua. La cenere ci bruci sul capo, come fosse appena uscita dal cratere di un vulcano. Per spegnerne l’ardore, mettiamoci alla ricerca dell’acqua da versare… sui piedi degli altri.

Pentimento e servizio. Binari obbligati su cui deve scivolare il cammino del nostro ritorno a casa.

Cenere e acqua. Ingredienti primordiali del bucato di un tempo. Ma, soprattutto, simboli di una conversione completa, che vuole afferrarci finalmente dalla testa ai piedi.

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 Oggetto del messaggio: Per rinascere in Quaresima...
MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2009, 23:25 
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Riprendiamo fra qualche giorno il viaggio nella "quaresima" e quindi verso la Pasqua.
Prepariamoci così per questo viaggio, come solitamente facciamo quando dobbiamo partire..., prepariamo i bagagli... mettiamoli in valigia e via... verso la meta che ci aspetta...la "Pasqua".
Facciamo attenzione agli ostacoli che incontriamo strada facendo, alle insidie e alle tentazioni... il "Risorto" ci attende sempre a braccia aperte.

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 Oggetto del messaggio: Per rinascere in Quaresima...
MessaggioInviato: lunedì 23 febbraio 2009, 16:22 
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Una pagina di riflessione per la Quaresima
per giovani e adulti
Cinque parole chiave, ispirate ai Vangeli delle Domeniche di Quaresima: per un cammino verso la Pasqua






PRIMA SETTIMANA (29 febbraio – 6 marzo): TENTAZIONE


Gesù è tentato dal demonio. Anche noi sperimentiamo le tentazioni ogni giorno. Diceva Sant’Agostino: “Se ti presenti al Signore, preparati alla tentazione”.

In questa prima settimana analizza nella preghiera e nel silenzio la tua vita, le tue debolezze e presentale al Signore. Perché ogni situazione della nostra vita è luogo dove si può essere tentati, ma anche il luogo in cui si può scegliere di vivere in comunione con Dio e con i fratelli. Coraggio: tènta anche tu!





SECONDA SETTIMANA (7 - 13 marzo): RISURREZIONE


Gesù si trasfigura davanti ai suoi discepoli e manifesta il suo volto pieno di gloria.

Questa settimana prega davanti a un immagine di Cristo Risorto, accendi un lume, pensando che l’ultima parola sulla vita e sulla morte è la sua. Affidagli il tuo desiderio di verità e di salvezza. Professa ogni giorno la tua fede Pasquale: Io Credo, Signore, che tu sei la Via, la Verità e la Vita! Io Credo che - con Te - la mia vita è più ricca. Mi impegno a riconoscere il tuo volto, in quello dei miei fratelli. Perché… questo volto mi interessa!






TERZA SETTIMANA (14 - 20 marzo): CONVERSIONE

Sono vere le parole del Vangelo di Marco, quando Gesù dice: “Il Regno di Dio è in mezzo a voi. Convertitevi e credete al Vangelo”.

Dopo aver professato la tua fede in Dio, ora puoi iniziare il tuo cammino… decisamente verso la Pasqua. Consapevole che Dio fa sempre la sua parte e la fa anche bene, puoi impegnarti anche tu! Parti allora da un punto preciso della tua vita e del tuo carattere che non accetti ancora e che vorresti diverso. Presentaglielo ogni giorno al Signore nella preghiera. Sarà lui a fare, con te, il miracolo. La tua conversione è già iniziata!






QUARTA SETTIMANA (21 - 27 marzo): PERDONO
Riconoscere il Padre di Gesù, come il Dio della Misericordia e del Perdono, è il primo passo per vivere più sereni e per accogliere i fratelli. La Pasqua si avvicina. Occorre essere pronti ad accogliere la luce di Cristo, spazzando via tutte le “tenebre” che avvolgono il nostro cuore. Fa’ ogni sera il tuo esame di coscienza e prepara la tua Confessione Pasquale, analizzando le tue paure di Dio e le tue presunzioni di potercela fare da solo. E ricorda: Dio si spreca… anche per te!





QUINTA SETTIMANA (28 marzo – 3 aprile): PARTENZA


Siamo agli sgoccioli. Tiriamo le fila del nostro cammino penitenziale verso la Pasqua. Gesù è sempre originale, ci stupisce sempre. Davanti alla donna adultera, che sta per essere lapidata, sembra fare lo gnorri: scrive sulla sabbia! Per dire a tutti noi, a me, a te: getta via le pietre della condanna e del giudizio. Guarda che gli altri fanno fatica, come te, o forse più di te, per essere veri e autentici. E tu? Sei disposto a partire? Prendi un impegno concreto, terra terra: interèssati di una persona che ha bisogno del tuo aiuto, del tuo tempo e della tua attenzione. Ce n’è di sicuro più di una… vero?
Allora non aspettare, parti…!

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 Oggetto del messaggio: Per rinascere in Quaresima...
MessaggioInviato: lunedì 23 febbraio 2009, 19:50 
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[k-grazie] per le belle riflessioni ne voglio condividere alcune anche io ovviamente lui direbbe subito:"Settimo non rubare"

Eccovele comunque diciamo prese in prestito

Quaresima dunque: 40 giorni .... prima di ....
Nel mondo Biblico il 40 ... prima di ... Ha un significato importante di "preparazione a qualcosa di importante
.... Quaranta giorni dura il Diluvio ... prima della nuova "pace" fatta da Dio col creato con la comparsa dell'arcobaleno .... "sapevate che l'Arcobaleno è segno della pace di Dio con l'umanità ?

Quaranta giorni dura l'attesa di Mosé sul Monte di Dio prima di ... ricevere i Dieci Comandamenti, con cui si "firmava" l'Alleanza di dio col popolo

Quaranta anni dura il pellegrinare del Popolo nel Deserto prima di .... entrare nella Terra Promessa dove "stillava latte e miele !"

Quaranta giorni dura il cammino di Elia fino al Monte di Dio prima di ..... incontrare il Signore nella Grotta, nella brezza dolce della sera"

Quaranta giorni dura il digiuno di Gesù nel Deserto ... prima di iniziare la Vita Pubblica con la predicazione della Buona Novella ....

Ci soo tanti altri "quaranta" che io ora non ricordo ..... provate a "pescarne" qualcun altro voi -.......

Quaranta giorni (circa) dura il periodo nostro di "preparazione" alla Pasqua del Signore che verrà a noi RISORTO per donarci la Redenzione ...... Per incontrarlo ed entrare con Lui nella gioia della Resurrezione
è necessario prepararsi con la "metànoia" = trasformazione = penitenza ... per rafforzare la nostra volontà ... a volte indebolita e addormentata nelle "piccole beghe" della vita di tutti i giorni .... E invece LUI ci vuole incontrare svegli, In Piedi, Risorti con LUI ... in cammino !!!!!

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 Oggetto del messaggio: Per rinascere in Quaresima...
MessaggioInviato: martedì 24 febbraio 2009, 11:37 
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Qualcuno di voi mi ha chiesto come fare digiuno in quaresima...



“Solo Lui è la felicità cui aneliamo”
CITTA' DEL VATICANO, martedì, 3 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Il digiuno quaresimale ha lo scopo di “contenere il proprio io” per “fare spazio per l’offerta di sé a Dio”, perché solo Lui è la felicità a cui anela l'uomo.

È quanto ha affermato questo martedì mattina il cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2009, sul tema “Gesù, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame” (Mt 4, 2).

Il digiuno, ha spiegato il porporato, “vuole imprimere un taglio netto alla nostra vita”.

Questa pratica è presente anche in altre religioni: nel Buddismo, ad esempio, ha l'obiettivo di distaccare dal corpo e dal mondo terreno, visti come fonte di sofferenza, mentre per l'Islam è un pilastro della fede che viene “reso più vivo dalla lettura del Corano e dai tempi di preghiera”.

Il cardinale ha sottolineato che esiste tuttavia “una differenza fondamentale tra il rifiuto del mondo da parte del Buddha o le leggi del Ramadan islamico da una parte, e la Quaresima cristiana dall’altra”.

Il Buddha, infatti, “vuole liberare dal peso che la terra rappresenta; sopprimere lo stato di caduco attaccamento dell’uomo ad essa”. Dietro a ciò “si nasconde una visione del mondo gnostica, come se fosse buona solo la realtà spirituale, mentre quella corporale sarebbe necessariamente cattiva”.

Per l’Islam, osserva, “esiste un’altra ragione per dimenticare ciò che è terreno. Dio ha il suo trono in una distanza infinita. Non si fa trovare nel mondo. Comunica con la creazione e con l’uomo solo mediante la sua legge, la sharia”.

La motivazione che induce il Buddismo e l'Islam al digiuno è quindi “la lotta contro il potere della materia sull’uomo”, con il digiuno che assume “una colorazione negativa; si tratta di liberarci dal peso che le cose create caricano su di noi”.

Questo atteggiamento, sottolinea il cardinale Cordes, “rischia però di isolare l’uomo, e dunque di chiuderlo e di ripiegarlo su se stesso”. Per il cristiano, invece, “il desiderio mistico non è mai la discesa nel proprio sé, ma la discesa nella profondità della fede, dove incontra Dio”.

In un mondo sempre più simile a “un supermercato di tutte le possibili religioni”, il porporato sostiene la necessità di “imparare dalle altre religioni, ma anche di non cancellare i contorni della propria fede, di non scegliere sostituti o surrogati, ma di restare fedeli all’eredità ricevuta e di conoscerla sempre meglio”.

La “differenza fondamentale con gli obiettivi del digiuno” delle altre religioni, ha spiegato, è che la Quaresima “offre al cristiano un percorso spirituale e pratico per esercitare senza tagli e riserve l’offerta di noi stessi a Dio”.

Il digiuno durante la Quaresima non ha dunque una connotazione negativa. “Come potremmo noi disprezzare la nostra carne, se il Figlio di Dio l’ha assunta diventando davvero nostro fratello!”, ha esclamato.

“Lo spogliarsi e il rinnegarsi sono pienamente positivi: mirano all’incontro con questo Cristo”, ha proseguito, sottolineando che “i cristiani quando digiunano non girano attorno a se stessi. Si uniscono al loro Signore che digiuna e per quaranta giorni e quaranta notti nel deserto non ha preso cibo”.

“In Cristo cercano la comunione con il Tu divino. In Lui ricevono nuovamente in dono quell’amore che rinnova il loro essere cristiani. Ed è così che si impegnano nella lotta alla miseria e diventano messaggeri dell’amore di Dio”.

Ricordando che nella Quaresima è importante ricordare il ruolo fondamentale della carità per i cristiani, il cardinale Cordes ha concluso osservando che il messaggio di Benedetto XVI esorta a donare “rinunciando a ciò che è 'buono e utilè”.

“Questa azione – sottolinea – deve avere per i fedeli un significato cristiano: contenere il proprio io deve fare spazio per l’offerta di sé a Dio; poiché solo Lui è, in fin dei conti, la felicità cui aneliamo”.

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