Angolo di cielo

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 Oggetto del messaggio: Le virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza
MessaggioInviato: giovedì 3 marzo 2011, 10:30 
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La Fortezza

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1808 La fortezza è la virtù morale che, nelle difficoltà, assicura la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. Essa rafforza la decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli nella vita morale. La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare la prova e le persecuzioni. Dà il coraggio di giungere fino alla rinuncia e al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa. « Mia forza e mio canto è il Signore » (Sal 118,14). « Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo » (Gv 16,33). CCC



Dal che si deduce l'equazione, Fortezza = Fermezza. Mai cambiare idea, quando si tratta di perseguire il Bene, la Giustizia, la Carità. Mai scendere a compromessi con il male, in modo assolutamente fermo. Quali che siano le mode, le tendenze, la "cultura", gli orientamenti politici, l'opinione maggioritaria, o minoritaria, bisogna comunque rimanere fermi e forti, non nelle proprie posizioni, che possono essere sbagliate, se non altro perché soggettive, ma nelle giuste e corrette posizioni del Vangelo, della Scrittura, del Magistero della Chiesa. Quindi, la Fortezza, è quella virtù che nella Fede, attraverso la Giustizia, ci fa rimanere fermi, nel dire no: al male, al peccato, all'avidità, al tradimento (adulterio), all'omosessualità, al furto, all'inganno, alla violenza, allo stupro, alla pedofilia, alla prevaricazione, e ad ogni forma possibile di male. A costo di andare contro noi stessi. Il rinnegare se stessi, richiesto dal Vangelo.
Una riflessione particolare, merita la violenza. In queste settimane, la Chiesa attraverso la Liturgia, ci ha invitato a meditare sul brano del Vangelo, relativo al "porgi l'altra guancia". Il forte, non è il debole che non può reagire; il forte, è il forte, che pur potendo reagire e vincere, in nome della Carità non reagisce. Che è diverso. Certo, Dio apprezza, ama e difende il debole. Ma è evidente, che il forte, che per applicare il Vangelo, non reagisce, non può che essere apprezzato ancora di più. L'analogia, potrebbe continuare con altre fattispecie... (La verginità di una donna bella e desiderata, non è uguale alla verginità di una donna brutta e rifiutata... o di un uomo brutto e rifiutato).
Ma la cosa importante, è ricordare la peculiarità di questa virtù: la Fortezza, è il binario che ci consente di tenere la via della Giustizia e della Carità. Senza la Fortezza, ci faremmo condizionare dagli altri, dalle opinioni, da tutto... lasciando la citata via della Giustizia e della Carità. E quindi Fortezza = Fedeltà. Il marito che ama la moglie, rimane forte, fermo nella Fedeltà. E non come pensa qualcuno, perché la ama; anche. Ma perché ha preso un impegno con lei, che deve mantenere nonostante tutto (Fortezza, Giustizia)... Ma questo si interseca con la Temperanza... che vedremo un altro giorno. Le virtù, si ribadisce, sono strettamente connesse tra loro... se c'è n'è una, c'è l'altra... se ne manca una... manca l'altra. Chi non è Fedele, non manca solo di Fedeltà, ma manca anche di: Fortezza, Giustizia, Temperanza, Carità, lede la Speranza altrui, e rischia di diventare responsabile del far perdere la Fede agli altri, diventando scandalo (impedimento) per gli altri. Come diceva madre Teresa: "Uno dei peccati più gravi dei nostri tempi è togliere agli altri la gioia di amare". Potremmo aggiungere: "Uno dei peccati più gravi dei nostri tempi, è togliere agli altri la gioia, la forza, e la voglia di amare". Tutto "solo" perché il nostro agire, non è stato informato alla Fortezza, ma abbiamo cambiato pensiero, come foglia al vento. "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei Cieli". Una delle caratteristiche di Dio, è l'immutabilità, nella Carità e nella Giustizia, che esercita con Fortezza, Prudenza e Temperanza, ovviamente, al "grado sommo".

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 Oggetto del messaggio: Le virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza
MessaggioInviato: giovedì 3 marzo 2011, 18:24 
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A ben guardare, quando manca la Fortezza manca tutto: irascibilità, invidia, condizionamento delle cose materiali, ecc. sono mancanza di Fortezza. Stupenda la citazione di madre Teresa... stupenda e verissima. Però credo che l'eccessiva Fortezza, possa diventare intransigenza o cocciutaggine. Ok, non essere come foglie al vento. Ma come dice Costanzo: "Solo gli imbecilli non cambiano mai idea". Penso che non si debba esagerare.


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 Oggetto del messaggio: Le virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza
MessaggioInviato: giovedì 3 marzo 2011, 20:18 
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Iscritto: lunedì 6 ottobre 2008, 15:59
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Per le cose citate, in gioco c'è anche la Temperanza... sempre in base al principio del tutto collegato... La fermezza, è una subcategoria della Fortezza (e della Temperanza). Circa il discorso del cambiare idea... tra il cambiarla in continuazione, e il non cambiarla mai, esistono vie di mezzo onorevoli. Una cosa è certa: Dio non cambia idea; l'uomo sì. E questo è indicativo dell'antitesi tra Perfezione (Immutabilità) e imperfezione (Mutabilità, Mutevolezza). La fermezza, si deve avere e deve essere assoluta, se la nostra vita e il nostro pensare, è informato al Vangelo; altrimenti è bene sbloccare, cambiare, e dopo esserci indirizzati verso il Vangelo, rimettere i blocchi, le ganasce... In questo senso, è condivisibile la riflessione di Costanzo: "Solo gli imbecilli non cambiano". Anche se lui probabilmente, non la intende in questo senso. I furbi, i veri furbi, gli intelligenti, gli scaltri, quelli veri, quelli che alla fine (nell'altra vita di solito), saranno i veri vincenti, cercano di informare la propria vita al Vangelo, rimanendo fermi in questa scelta intelligente e costruttiva. "Chi persevererà fino alla fine sarà salvato". Non chi cambierà in continuazione... Sottinteso, persevererà nel Bene, nel Vangelo, nel Cristianesimo, nella Fede in Cristo. E per perseverare nel Bene fino alla fine (anche laicamente), occorre fermezza. Ma per essere fermi, occorre Fortezza e Temperanza. Nonché Giustizia. Il forte, va avanti nonostante tutto. Nonostante le salite, le fatiche, ecc.
Il "debole", si ferma; non riesce a perseverare fino alla fine. Crede, ma quando si tratta di porre in essere scelte dolorose o impopolari (o apparentemente tali), manca di Fortezza..., mancando di Fortezza nel Bene, lede la Giustizia... ledendo la Giustizia, prima o poi, violerà anche le altre 2 gambe: la Misericordia e la Fedeltà. Giustizia, Misericordia, Fedeltà (intesa prioritariamente al Vangelo), sono cose fondamentali. Forti o deboli, nella fede, non si nasce. Si diventa. Con risultati diversi certamente. Ma i superuomini non esistono, e se esistono, non nascono tali. Lo diventano. Se ci riesce Tizio, ci può riuscire anche Caio; quindi Sempronio, e poi Mevio...

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 Oggetto del messaggio: Le virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza
MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2011, 12:11 
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La Temperanza

Cita:
1809 La temperanza è la virtù morale che modera l'attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell'onestà. La persona temperante orienta al bene i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non segue il proprio istinto e la propria forza assecondando i desideri del proprio cuore. La temperanza è spesso lodata nell'Antico Testamento: « Non seguire le passioni; poni un freno ai tuoi desideri » (Sir 18,30). Nel Nuovo Testamento è chiamata « moderazione » o « sobrietà ». Noi dobbiamo « vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo » (Tt 2,12).

« Vivere bene altro non è che amare Dio con tutto il proprio cuore, con tutta la propria anima, e con tutto il proprio agire. Gli si dà (con la temperanza) un amore totale che nessuna sventura può far vacillare (e questo mette in evidenza la fortezza), un amore che obbedisce a lui solo (e questa è la giustizia), che vigila al fine di discernere ogni cosa, nel timore di lasciarsi sorprendere dall'astuzia e dalla menzogna (e questa è la prudenza) ». (Sant’Agostino) CCC




Dunque la Temperanza, è da intendersi come moderazione, equilibrio, buon senso, sobrietà. Niente eccessi… Tutto deve essere orientato al Bene, a Dio, a Cristo. La Cultura (quella vera), l’arte, la bellezza, devono prioritariamente essere orientate per servire Dio e il Suo Cristo. Anche la ricerca dei beni materiali, che deve essere sempre moderata, dando la priorità a Dio, deve essere funzionale a Dio stesso. Perché voglio stare bene economicamente, senza comunque eccessi? Per stare bene io, o perché in questo modo posso aiutare meglio gli altri??? Allora la Temperanza, è l’antitesi dell’avidità, dell’attaccamento alle cose terrene… è condizione necessaria per la castità (specie per chi è chiamato alla vita consacrata), e per la fedeltà (per chi è chiamato alla vita di coppia). La Temperanza, è anche un affinare l’intelligenza… perché l’equilibrio, la moderazione, la sobrietà, il buon senso, consentono di distribuire i pesi della vita, con equilibrio appunto… come le vergini sagge del Vangelo, che, avendo una certa quantità di olio, una parte la utilizzano immediatamente; ma un’altra parte, viene acquistata appositamente come riserva. Se ponessimo più attenzione alla Prudenza e alla Temperanza, eviteremmo tanti problemi. La Temperanza, riguarda anche il non eccedere nel cibo, evitando così una serie di problemi fisici: estetici e di salute. Mangiare quanto serve, senza esagerare, senza nemmeno rinunciare alla festa (a cui Gesù non rinunciava), ma con moderazione ed equilibrio. Il bere una birra o un bicchiere di buon vino, non ha mai fatto male a nessuno (l'uso), specie se non ci si deve mettere alla guida. Ma se si arriva alla seconda birra, o al secondo bicchiere di vino… può iniziare a fare male a qualcuno e a noi stessi. Alla terza birra, e al terzo bicchiere (abuso), fa sicuramente male a noi e agli altri. Ed ecco, che la Temperanza, ci ricorda sempre che dobbiamo avere rispetto per noi stessi e per gli altri. Inutile rilevare, come la Temperanza, il vivere la Temperanza, ci impedirà (insieme all’Intelligenza), l'uso di droghe, anche una sola volta, fosse anche una “leggera”; perché le droghe sono tutte inutili e dannose: fisicamente, psicologicamente ed economicamente. Alla fine, le virtù, sono le migliori amiche dell’uomo. Amiche sincere, che magari fanno un po’ male perché dicono la verità; ma come ti proteggono loro, non ti protegge nessuno, evitando problemi a priori. Anche gravi. Chi evita la droga ed evita i tradimenti, evita l'AIDS ad esempio. Riduce sicuramente il rischio. Tutto grazie alla Temperanza e alla Prudenza.

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 Oggetto del messaggio: Le virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza
MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2011, 17:57 
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Iscritto: martedì 11 gennaio 2011, 18:01
Messaggi: 290
Mi domando.... l'eccessiva Temperanza, l'eccessiva Prudenza... non è male? Non può portare una persona a non vivere?? Non mi riferisco certo all'alcool o alla droga... ma non è parte della condizione umana, ogni tanto, rischiare? Ogni tanto, qualche follia, entro certi limiti, non è vita? Ogni tanto, non si deve fare "qualcosa di sbagliato" [k-domanda]


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