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 Oggetto del messaggio: La Prima Guerra: il perché della frase "Una inutile strage"
MessaggioInviato: mercoledì 30 aprile 2014, 9:23 
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Bebè del Forum
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Iscritto: lunedì 28 aprile 2014, 10:53
Messaggi: 4
Località: Trieste
In tutta l'Europa che fu coinvolta nella Prima Guerra Mondiale essa è ricordata come "Guerra 14 -18." Solo in Italia fu la Guerra 15 - 18. Apparentemente, e ne avevano buoni motivi, i governanti dell'Epoca ritardarono l'ingresso in guerra dell'Italia (24 Maggio 1915) a causa delle precarie condizioni economiche del Regno e della impreparazione e inadeguatezza del nostro esercito davanti all'Impero Austroungarico molto organizzato e con armamenti superiori ai nostri. Un ricordo del Nonno di mia moglie lasciato ai posteri, fu che Egli, Capitano di Cavalleria, si trovava in una postazione di trincea con una sola arma bianca, una sorta di gladio, e con il suo sottoposto, armato con un fucile ad avancarica. Interessanti poi le narrazioni scritte dopo decenni da nostri Alpini di Cortina d'Ampezzo che all'Epoca si trovavano, da civili, ad abitare le case sparse nella vallata di Cortina d'Ampezzo. Al momento della dichiarazione di Guerra, tutti gli Alpenjager austroungarici, tra i quali molti i cortinesi, si ritirarono immediatamente sulla linea di confine della Val Pusteria, trovandosi in pochi a difendere i punti-chiave per il controllo della Vallata (le Tofane, il Pomagagnon, il Cristallo). Ma dopo un mese e mezzo dalla dichiarazione di guerra, non si vedeva anima viva di truppe italiane, ed avendola "intelligence" Austriaca sondato la situazione, le truppe italiane erano ancora lontane da organizzarsi per un avanzata nell'Ampezzano. In questo modo gli italiani stessi provocarono il ritorno degli Alpenjager nella conca, che organizzarono le difese in alta quota con armi pesanti per controllare qualsiasi movimento di truppe nemiche (noi italiani) nel fondo valle, da posizioni inespugnabili che alle loro spalle avevano la possibilità di essere raggiunti dalla sussistenza. Memorabile fu la battaglia per il mantenimento del Monte Piano, che fece solo vittime, per lo più nostri Alpini, e che ora nel suo intero è Museo di Guerra.

Ma torniamo alle ragioni della "inutile strage". Quell'appellativo "inutile", un po strano, - il Papa Benedetto XV, di Famiglia Nobile e con grande esperienza diplomatica, - il Papa lo usò per motivi che solo pochi anni fa furono desecretati, ma apparvero in fondo alle quarte pagine dei quotidiani, e non di tutti, e non sono ancora parte del patrimonio culturale comune. Il fatto è che l'Imperatore d'Austria aveva il Titolo di Sua Maestà Apostolica appunto poiché era l'ultimo baluardo del Sacro Romano Impero (la famiglia regnante era Asburgo - Hohenzollern) che la massoneria e l'irredentismo laico e non solo, anche cattolico volevano affrontare e deporre.
La diplomazia Imperiale si rivolse a quella vaticana offrendo all'Italia, a patto che noi non aprissimo un fronte di guerra: Tutta la Provincia di Trento fino a Ora, confine naturale da sempre rispettato del Sud Tirolo senza colpo ferire, e Trieste con il suo Territorio molto più ampio di ora, come Porto Franco Internazionale sotto la giurisdizione Italiana, con clausole di particolare favore per l'Impero.
Fu questa offerta, vantaggiosissima per l'Italia, che contribuì a quell'anno di ripensamenti.
Io oggi passo quel confine tra l'Italia e la Slovenia senza fermare l'auto a nessun casello di Frontiera, che non esiste più con la Slovenia entrata in Europa.
Ogni volta penso ai duecentomila giovani i cui resti si trovano nel Sacrario di Redipuglia morti senza scopo , senza senso, in mezzo ai sassi del Carso Triestino.
Una inutile strage.


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