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 Oggetto del messaggio: La Giustizia secondo la Bibbia
MessaggioInviato: mercoledì 20 ottobre 2010, 18:34 
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Iscritto: giovedì 16 settembre 2010, 16:23
Messaggi: 267
Avendo letto l'intera Bibbia due volte, vorrei ora proporre alla vostra riflessione alcuni brani che ho trovato molto significativi per come insistono sulla necessità da parte nostra di praticare la giustizia e il diritto:

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LA GIUSTIZIA E IL DIRITTO

Vediamo qual’era una delle esortazioni fondamentali che Dio faceva al popolo ebraico nell’Antico Testamento:

“Samuele esclamò: “Il Signore forse gradisce gli olocausti e i sacrifici come obbedire alla voce del Signore? Ecco, l’obbedire è meglio del sacrificio, l’essere docili è più del grasso degli arieti. Poiché peccato di divinazione è la ribellione e ‘terafim’ (idoli) l’insubordinazione.”
( 1 Samuele 15: 22)

“Ogni giorno, o figlio, ricordati del Signore, non peccare né trasgredire i suoi comandi: Compi opere buone in tutti i giorni della tua vita e non metterti per la strada dell’ingiustizia.” (Tobia 4: 5)

“Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. Buona cosa è la preghiera con il digiuno, e l’elemosina con la giustizia. Meglio il poco con giustizia che la ricchezza con ingiustizia. Meglio è praticare l’elemosina che mettere da parte dell’oro. L’elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che praticano l’elemosina godranno lunga vita. Coloro che commettono il peccato e l’ingiustizia sono nemici della propria vita.” (Tobia 12: 8 – 10)

“Nello stesso tempo ogni Israelita levò il suo grido a Dio con fervida insistenza e tutti si umiliarono con grande impegno. Essi si cinsero di sacco i fianchi, cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono il loro grido al Dio di Israele.” (Giuditta 4: 9 – 11)

“Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode; poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato tu, o Dio, non disprezzi.” (Salmo 51 (50), B-I IV 17 – 19)

“Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. Ho giurato, e lo confermo, di custodire i tuoi precetti di giustizia. Sono stanco di soffrire, Signore, dammi vita secondo la tua parola. Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, insegnami i tuoi giudizi. La mia vita è sempre in pericolo, ma non dimentico la tua legge. Gli empi mi hanno teso i loro lacci ma non ho deviato dai tuoi precetti. Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, sono essi la gioia del mio cuore. Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, in essi è la mia ricompensa per sempre.”
(Salmo 119 (118), Bet 9 – 16 / Nun 105 – 112)

“Non negare un beneficio a chi ne ha bisogno, se è in tuo potere il farlo. Non dire al tuo prossimo: “Va, ripassa, te lo darò domani” se tu hai ciò che ti chiede.
Non tramare il male contro il tuo prossimo mentre egli dimora fiducioso presso di te. Non litigare senza motivo con nessuno, se non ti ha fatto nulla di male..
Non invidiare l’uomo violento e non imitare affatto la sua condotta, perché il Signore ha in abominio il malvagio, mentre la sua amicizia è per i giusti. La maledizione del Signore è sulla casa del malvagio, mentre egli benedice la dimora dei giusti.
Dei beffardi egli si fa beffe e agli umili concede la grazia.” (Proverbi 3: 27 – 34)

“Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini.” (Sapienza 12: 19)

“Il Signore è giudice e presso di lui non c’è preferenza di persone. Non è parziale con nessuno contro il povero, anzi ascolta proprio la preghiera dell’oppresso. Non trascura la supplica dell’orfano né la vedova quando si sfoga nel lamento. Chi venera Dio sarà accolto con benevolenza. La sua preghiera giungerà fino alle nubi.
La preghiera dell’umile penetra le nubi, finché non sia arrivata non si contenta; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto, rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l’equità.” (Siracide 35: 12 – 18)

“Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia vista il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova.
“Su, venite e discutiamo “, dice il Signore. “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra.” ( Isaia 1: 16 – 19)

“Così dice il Signore: “Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché prossima a venire è la mia salvezza; la mia giustizia sta per rivelarsi.”
Gli stranieri che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere i suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare.” ( Isaia 56: 1 – 7)

“Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza distogliere gli occhi dalla tua gente?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli ti dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua oscurità sarà come il meriggio.”
(Isaia 58: 4 – 10)

“Io sono il Signore che amo il diritto e odio la rapina e l’ingiustizia; io darò loro fedelmente il salario, concluderò con loro un’alleanza perenne.” (Isaia 61: 8)

“Tu vai incontro a quanti praticano la giustizia e si ricordano delle tue vie. Ecco, tu sei adirato, perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli. Siamo divenuti tutti come cosa impura e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia: tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento. Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si riscuoteva per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci hai messo in balia delle nostre iniquità.
Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci da forma, tutti noi siamo opera delle tue mani. Signore, non adirarti senza fine, non ricordarti per sempre dell’iniquità. Ecco, guarda; tutti siamo tuo popolo.” (Isaia 64: 4 – 8)

“Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul capo il diadema di gloria dell’Eterno, perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo. Sarai chiamata da Dio per sempre: Pace della giustizia e gloria della pietà.” (Baruc 5: 2 – 4)

“Alleluia! Beato l’uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore. Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore. Non commette ingiustizie, cammina per le sue vie.”
(Salmo 119 (118) Alef 1 – 3)

“Anche le selve e ogni albero odoroso faranno ombra a Israele per comando di Dio. Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.”
(Baruc 5: 8 – 9)

“Se il giusto si allontana dalla giustizia per commettere l’iniquità e a causa di questo muore, egli muore appunto per l’iniquità che ha commesso.
E se l’ingiusto desiste dall’ingiustizia che ha commesso e agisce con giustizia e rettitudine, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà.” (Ezechiele 18: 26 – 28)

“E avverrà in quel giorno – oracolo del Signore – mi chiamerai: Marito mio, e non mi chiamerai più: Mio padrone. Ti farò mia sposa per sempre ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell’amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.” (Osea 2: 18 – 22)

“Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio.” (Michea 6: 8)

Il Signore rispose e mi disse: “Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, certo verrà e non tarderà. Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede.”(Abacuc 2: 2 - 4)

“Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore.” (Sofonìa 2: 3)

“Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò; un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno – dice il Signore degli eserciti – mia proprietà nel giorno che io preparo. Avrò compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve. Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza tra il giusto e l’empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve. Ecco, infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà – dice il Signore degli eserciti – in modo da non lasciare loro né radice né germoglio. Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.” (Malachìa 3: 16 – 20)

“Odiate il male e amate il bene e ristabilite nei tribunali il diritto; forse il Signore, Dio degli eserciti, avrà pietà del resto di Giuseppe.” (Amos 5: 15)


Come ben possiamo vedere, Dio ci tiene tanto a che l’essere umano pratichi la giustizia.
Teniamo ben presente che la dottrina ebraica, come quella cristiana, è anche una dottrina morale (termine che ai nostri giorni suscita derisione e rabbia in buona parte degli occidentali).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, nei riguardi della giustizia, dice:


La coscienza morale è un giudizio della ragione mediante il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per porre, sta compiendo o ha compiuto. In tutto quello che dice e fa, l’uomo ha il dovere di seguire fedelmente ciò che sa essere giusto e retto. È attraverso il giudizio della propria coscienza che l’uomo percepisce e riconosce i precetti della legge divina.

L’uomo talvolta si trova ad affrontare situazioni che rendono incerto il giudizio morale e difficile la decisione. Egli deve sempre ricercare ciò che è giusto e buono e discernere la volontà di Dio espressa nella legge divina.

1807. La giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. La giustizia verso Dio è chiamata “virtù di religione”. La giustizia verso gli uomini dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l’armonia che promuove l’equità nei confronti delle persone e del bene comune. L’uomo giusto, di cui spesso si fa parola nei Libri sacri, si distingue per l’abituale dirittura dei propri pensieri e per la rettitudine della propria condotta verso il prossimo. “Non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia” (Levitico 19: 15)”Voi, padroni, date ai vostri servi ciò che è giusto ed equo, sapendo che anche voi avete un padrone in cielo.” (Colossesi 4: 1)

2401. Il settimo comandamento (non rubare) proibisce di prendere o di tenere ingiustamente i beni del prossimo e di arrecare danno al prossimo nei suoi beni in qualsiasi modo. Esso prescrive la giustizia e la carità nella gestione dei beni materiali e del frutto del lavoro umano. Esige, in vista del bene comune, il rispetto della destinazione universale dei beni e del diritto di proprietà privata. La vita cristiana si sforza di ordinare a Dio e alla carità fraterna i beni di questo mondo.

2446. San Giovanni Crisostomo lo ricorda con forza: “Non condividere con i poveri i propri beni è defraudarli e togliere loro la vita…..Non sono nostri i beni che possediamo: sono dei poveri”. Siano anzitutto adempiuti gli obblighi di giustizia perché non si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia”:

“Quando doniamo ai poveri le cose indispensabili, non facciamo loro delle elargizioni personali, ma rendiamo loro ciò che è loro. Più che compiere un atto di carità, adempiamo un dovere di giustizia”.



>>> Fine <<<


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