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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: La fine del mondo: la Parusìa
MessaggioInviato: domenica 17 aprile 2011, 17:52 
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Grazie. In effetti così la cosa è più comprensibile. A ben guardare, la fedeltà al Vangelo della "Guida in Terra", è un impedimento formidabile...


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 Oggetto del messaggio: La fine del mondo: la Parusìa
MessaggioInviato: lunedì 18 aprile 2011, 11:40 
Ho letto molto riguardo profezie Maya ecc... e devo dire che moltissimi scienziati ecc.. smentiscono categoricamente la fine del mondo a breve ovvero 2012 etc...
Anche perché il calendario maya finisce e fin qui è corretto ma da quel che ho letto è finito perché appunto loro sono scomparsi... non per chissà che altri motivi...
Se può interessare lessi alcune cose interessanti sul sito di Focus dove veniva spiegato che i punti cruciali che portano alla fine del mondo ovvero inversione dei poli ecc.. sono cose che non accadranno:

http://www.focus.it


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 Oggetto del messaggio: La fine del mondo: la Parusìa
MessaggioInviato: lunedì 18 aprile 2011, 12:06 
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Ma infatti questo argomento, non ha attinenza diretta con la profezia dei Maya... che al 99% è una bufala (dico 99%, perché amo parlare con cognizione di causa, e con cognizione di causa, si potrà dire 100% solo il 22 Dicembre 2012... [k-ahah] ).

La fine del mondo, quella vera (che non sappiamo quando avverrà, ma sappiamo che sicuramente avverrà), non sarà (probabilmente), una questione "scientifica", ma un atto di volontà del Creatore, che come ha deciso di creare, decide di concludere questa Creazione, per dar luogo ad una nuova Creazione. Che la fine di questa Creazione, possa essere rilevata dalla Scienza, non è impossibile... è ovviamente ad assoluta discrezione di Dio, il quale potrebbe decidere di mettere l'uomo nelle condizioni di avvedersene attraverso la Scienza, così come potrebbe non mettere nessuno in condizioni di avvedersene, risultando come un fulmine a ciel sereno. Questa seconda ipotesi è più probabile, in base a quanto attesta il Vangelo:


Luca 21,34-35 ha scritto:
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano la faccia di tutta la Terra.


Come un laccio... significa che oggi c'è quello che ieri non c'era.
Ieri la vita normale... oggi la fine. O se si preferisce, oggi la vita normale, domani la fine.

Dove la fine, indica poi anche un nuovo inizio, in una nuova Creazione.

Anche per questo la c.d. profezia dei Maya, è infondata... ferma restando l'assoluta validità di quanto da te espresso rispetto all'estinzione del citato popolo.


Anche altri brani del Vangelo, già citati in questo argomento, sottolineano il fattore sorpresa. Per usare un'immagine icastica per i nostri tempi, sarà come il marito che torna improvvisamente a casa, per vedere se la moglie è fedele. Non farà la telefonata per dire: "Sto arrivando"... Né le farà sapere: "Torno a tale ora". Gesù Cristo, tra le altre cose, è anche molto intelligente... Lui "è andato via da questa Terra", dicendo: "Tornerò sicuramente, ma non so nemmeno io quando".

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 Oggetto del messaggio: La fine del mondo: la Parusìa
MessaggioInviato: lunedì 18 aprile 2011, 12:30 
Sì infatti... ho letto il resto, ma volevo aggiungere proprio le prove scientifiche della inattendibilità della c.d. profezia Maya..^_^
Per la fine del mondo vera e propria chissà...


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 Oggetto del messaggio: La fine del mondo: la Parusìa
MessaggioInviato: domenica 18 novembre 2012, 17:17 
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Iscritto: lunedì 6 ottobre 2008, 15:59
Messaggi: 4149
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Quale esegesi-commento migliore, di quella del successore di Pietro in carica, effettuata oggi all'Angelus?


Benedetto XVI ha scritto:
Cari fratelli e sorelle!

In questa penultima domenica dell’anno liturgico, viene proclamata, nella redazione di san Marco, una parte del discorso di Gesù sugli ultimi tempi (cfr Mc 13,24-32). Questo discorso si trova, con alcune varianti, anche in Matteo e Luca, ed è probabilmente il testo più difficile dei Vangeli. Tale difficoltà deriva sia dal contenuto sia dal linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro, che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione. Anche il brano odierno si apre con alcune immagini cosmiche di genere apocalittico: «Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli verranno sconvolte» (v. 24-25); ma questo elemento viene relativizzato da ciò che segue: «Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria» (v. 26). Il «Figlio dell’uomo» è Gesù stesso, che collega il presente e il futuro; le antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile.

A conferma di questo sta un’altra espressione del Vangelo di oggi. Gesù afferma: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (v. 31). In effetti, sappiamo che nella Bibbia la Parola di Dio è all’origine della creazione: tutte le creature, a partire dagli elementi cosmici – sole, luna, firmamento – obbediscono alla Parola di Dio, esistono in quanto «chiamati» da essa. Questa potenza creatrice della Parola divina si è concentrata in Gesù Cristo, Verbo fatto carne, e passa anche attraverso le sue parole umane, che sono il vero «firmamento» che orienta il pensiero e il cammino dell’uomo sulla terra. Per questo Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un «veggente». Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore –, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati.
Cari amici, anche nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua Parola.

Fonte: http://www.vatican.va


Alcuni giornalisti, hanno però forzato la mano, facendo dire a Benedetto XVI, cose che come si rileva dal testo, Benedetto XVI, non ha detto. Alcuni TG, hanno riferito discutibilmente che Benedetto XVI, avrebbe detto che: "Sicuramente, la fine del mondo non è imminente". Ho voluto riportare il testo integrale e la fonte, proprio per consentire a tutti di verificare.
Benedetto XVI, ha rilevato, ciò che è noto: nessuno può sapere quando avverrà; può avvenire in serata, come fra 10 anni, come fra 100, come fra 1000. O oltre. In particolare, come documenta il testo, ricorda che Gesù, non voleva dare particolari dettagli, ma darci una visione generale d'insieme... di alcuni fatti imminenti all'epoca (la fine di Gerusalemme) e dell'Epilogo (la fine del Mondo). Del resto, nel nostro piccolo, anche in questo argomento, è stato rilevato come sia improbabile l'imminenza in termini umani, in quanto non sono ancora complete tutte le condizioni, a partire dall'affermazione e dalla rilevazione dell'anticristo escatologico, o quanto meno dalla comparsa di falsi cristi. Circa il falsi profeti, quelli ci sono. Anche troppi. E infatti, è probabile, che alcune profezie si stiano compiendo; ma senza per questo dover dare necessariamente al compimento di queste profezie, un significato di imminenza in termini umani. La Parusia, e quindi, la fine del mondo, rimane pertanto un certus an, incertus quando: è certo che avverrà, ma non si sa quando avverrà. Anche se comparisse un... potente anticristo... chi potrebbe dire, se si tratta di quello escatologico? Nessuno.
Quindi, si saprà solo alla fine. Come del resto, sappiamo che moriamo, quando moriamo.

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