Angolo di cielo

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: L'idolatria del lavoro salariato
MessaggioInviato: venerdì 1 ottobre 2010, 13:14 
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Iscritto: giovedì 16 settembre 2010, 15:23
Messaggi: 267
Cari amici,

noto con profondo stupore che il mondo vive succube dell'idolatria del lavoro salariato.
Se ce l'hai, sei a posto. Se non ce l'hai sei emarginato, disprezzato.
Certo, lavorare è ottimo, non è di questo che parlo.
Parlo dell'idolatria.
Sembra che la vita stia tutta lì: nell'avere un buon lavoro per arrivare alla pensione.
Nella nostra società, dove buona parte della gente possiede un tale lavoro, noto che la cosa non ha risolto per niente i problemi della cattiveria, dell'ipocrisia, dell'odio, dell'indifferenza, del disprezzo.
Soprattutto della presunzione.
Naturalmente, anch'io sono una vittima di questi atteggiamenti.
Per strada un sacco di gente mi saluta gentilmente, ma un altro sacco mi tratta con disprezzo ipocritamente.
Per quanto mi riguarda, mi sembra che l'atteggiamento cristiano debba essere sempre quello della carità, lavoro salariato o non lavoro salariato.
Conosco di vista alcuni ragazzi qui nel mio quartiere che per motivi che io non conosco perché non chiedo, sono senza lavoro.
Mi premuro quindi di non render loro la vita più difficile e li tratto con gentilezza.
Mi capita anche di offrire loro il caffè se ci incontriamo al bar.
Si arriva anche a questo paradosso: una mia amica finlandese ha preso un anno sabbatico.
Alcune persone che non la conoscono bene ma vedono che non lavora la trattano con disprezzo pensando che abbia perso il lavoro.
È proprio triste.


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 Oggetto del messaggio: L'idolatria del lavoro salariato
MessaggioInviato: sabato 2 ottobre 2010, 11:40 
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Iscritto: lunedì 6 ottobre 2008, 14:59
Messaggi: 4105
Sito web: Visita
Non so quanto si possa parlare di "Idolatria del lavoro salariato"...
A mio avviso, sarebbe più corretto parlare di "idolatria della bella vita": soldi, macchine, vacanze, ricchezza, successo (e oggi, addirittura fama o meglio, notorietà)...

Il lavoro serve, come servono i soldi.
I soldi non danno la felicità, ma senza soldi, non si mangia.
E io non ho mai visto una persona felice... a stomaco vuoto.
(E nemmeno a stomaco pieno).
Idolatrare il lavoro salariato, non mi pare sensato.
Essere sottoposti, dover obbedire magari a qualcuno che fa cose discutibili.... o che tu faresti diversamente (molto meglio)... non è il massimo.
Il lavoro autonomo, sarebbe il top... ma con la crisi, si rischia di fare la fame.

Chi riesce a "emergere", punta a fare il libero professionista: non hai superiori, ti organizzi tu, perdite tue, ma utili tuoi...

Se si dà molta importanza al lavoro salariato, lo si fa forse per la sicurezza.... (anche se non è assoluta)...
La sicurezza di avere uno stipendio fisso a fine mese.

Chi ha lavorato (o lavora) a provvigioni, sa quanto possa essere frustrante: impegnarsi, fare bene... ma non guadagnare nulla, semplicemente perché chi hai davanti, nella sua libertà, non vuole stipulare il contratto. Eppure tu hai fatto bene, cercato, esposto, offerto la migliore soluzione contrattuale, ecc.. tempo... fatica...
(benzina o scarpe)...
Ma niente soldi.


Idolatrare certamente no... ma il lavoro serve...

Anzi, serve lo stipendio, o se si preferisce il salario.
Di solito, per avere questi, si deve lavorare... Purtroppo. [k-ahah]
Ammesso che uno abbia la possibilità di trovarlo un lavoro.
Pagato dignitosamente.

_________________
Il Venerabile Beda

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Noi, siamo sfacciatamente di parte, e ce ne vantiamo!

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 Oggetto del messaggio: L'idolatria del lavoro salariato
MessaggioInviato: sabato 2 ottobre 2010, 14:40 
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Iscritto: giovedì 16 settembre 2010, 15:23
Messaggi: 267
Mi piacerebbe tanto discutere dell'aspetto etico del lavoro, ma non penso che questa sia la sede adatta.
Mi spiego meglio: è eticamente lecito, sensato, inserirsi in un mondo del lavoro come quello odierno ? Cioè quello di una società capitalista che idolatra i soldi (dove in cima alla piramide ci sono borse e banche che governano tutto il resto), una società basata sul consumismo (siamo condannati a consumare molto altrimenti le fabbriche chiudono) e di una società che non ha fatto che inquinare il pianeta con la sua cultura industriale, una società che per andare avanti fa pagare un occhio il prodotto finito mentre le materie prime ai paesi poveri le paga niente?
Ah, come mi piacerebbe sviscerare questo argomento.
Grazie, Beda.
Io più che altro volevo sottolineare il fatto del disprezzo che certa gente nutre per chi, per un motivo o per l'altro, non ha un lavoro salariato.
Mi piange il cuore quando vado in giro, vedo qualche povero mendicante e la gente che gli passa a fianco a volte gli dice con disprezzo "Vai a lavorare."


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 Oggetto del messaggio: L'idolatria del lavoro salariato
MessaggioInviato: sabato 2 ottobre 2010, 14:56 
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Iscritto: lunedì 6 ottobre 2008, 14:59
Messaggi: 4105
Sito web: Visita
Allora forse ho frainteso...
In effetti, non è molto bello, liquidare le persone, dicendo "Vai a lavorare"... senza sapere perché Tizio o Caio non lavora.
Circa la liceità di inserirsi in un mondo non eticamente corretto... noi in questo mondo viviamo, non in un altro... e si deve magiare.
Peraltro, non sempre è così.
Ma anche se fosse sempre così, potremmo forse fare gli eroi sulla nostra pelle... ma se siamo padri e madri di famiglia, dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco.
Semmai il problema è sempre quello: ammesso che uno riesca a trovarlo il lavoro. Già è difficile per molti... trovarlo, trovarlo stabile e pagato dignitosamente.

_________________
Il Venerabile Beda

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 Oggetto del messaggio: L'idolatria del lavoro salariato
MessaggioInviato: sabato 2 ottobre 2010, 20:40 
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Iscritto: giovedì 25 marzo 2010, 19:30
Messaggi: 451
Cita:
Non so quanto si possa parlare di "Idolatria del lavoro salariato"...
A mio avviso, sarebbe più corretto parlare di "idolatria della bella vita": soldi, macchine, vacanze, ricchezza, successo (e oggi, addirittura fama o meglio, notorietà)...


Concordo con Beda.
Penso che non sia il lavoro che interessa maggiormente le persone (non tutte però) ma vivere con tutti gli agi, senza il benché minimo sacrificio, il lavoro facile (anche se illecito magari): anche i bambini sono di intralcio perché impediscono la bella vita.

_________________
“Non fate peccati, e state allegri”. San Filippo Neri


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