Angolo di cielo

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 Oggetto del messaggio: Da Brindisi all'Emilia morte e dolore
MessaggioInviato: domenica 20 maggio 2012, 21:44 
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In questo fine settimana, l'Italia, è stata colpita. Dapprima a Brindisi, attraverso il vile gesto di uno o più folli, che con un'esplosione ha causato la morte di una studentessa e il ferimento anche grave di altre. E poi il terremoto in Emilia, che ha causato altra morte, dolore e distruzione. In questo fine settimana, il dolore, la morte, la distruzione, stanno colpendo l'Italia... un po' più del solito, o in modo più... vistoso. L'eterna domanda... perché? Nel giorno in cui si celebra l'ascesa al Cielo di Cristo, noi non solo rimaniamo in Terra, ma sprofondiamo sotto la terra dei detriti di un terremoto e di un'esplosione. Certo, non tutti. Ma è evidente il paradosso. E il paradosso, nell'ottica della Fede, diventa ancora più marcato quando in mezzo ci sono innocenti. Ma in fondo, il mistero pasquale non è appunto il mistero del Giusto, dell'Innocente, che paga pesantemente per debiti non Suoi? Allora il mistero pasquale, che volge al termine, si interseca inscindibilmente con il mistero della sofferenza, del dolore, della morte. La croce... sempre da lì si deve passare. Quella che non manca mai. La tappa obbligata. La nostra ombra di luce. Qualcuno attribuisce questi fatti, in particolare il terremoto ad alcune profezie: a parte quelle evangeliche, a quelle della Madonna di Zaro. Coincidenza? Forse. Non lo sappiamo. Ma come giustamente ha detto Benedetto XVI, sarà bene implorare la Misericordia di Dio, la Divina Misericordia. Perché la terra, non si ferma con un telegramma o con una marca da bollo. E neppure con un algoritmo. La violenza che genera morte, non si ferma con la trasgressione. Queste cose si possono fermare solo con la preghiera umile e la penitenza. Dove la prima forma di penitenza, è lo sforzo di uniformarsi alla Legge di Dio. Solo che il mondo è spaccato: la Spada che volevi Signore, è qui. Ed è qui il fuoco. Sicché se da una parte qualcuno si sforza di diffondere il Vangelo, la Tua Legge, dall'altra, qualcuno istiga alla trasgressione, alla violazione della Tua Legge. Anche con alcuni programmi televisivi. Viva la libertà. Ma rimane il fatto, che queste cose, si possono fermare/evitare/attenuare, solo con la preghiera e con la penitenza. Non con altro. Non sicuramente con la trasgressione e la sfacciataggine. Al contrario: queste rischiano di attirare queste sciagure, ferma restando l'innocenza delle vittime occasionalmente colpite.

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 Oggetto del messaggio: Da Brindisi all'Emilia morte e dolore
MessaggioInviato: martedì 22 maggio 2012, 16:18 
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Iscritto: martedì 22 maggio 2012, 15:23
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Mi viene in mente il fatto che in passato i cataclismi naturali potevano sembrare il segno della collera di Dio (o degli déi).
Tutt'ora ci sono confessioni religiose che lo credono.

Non mi sfiora nemmeno un'idea del genere. Ma penso che la ricostruzione possa essere il segno della misericordia di Dio.


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 Oggetto del messaggio: Da Brindisi all'Emilia morte e dolore
MessaggioInviato: mercoledì 23 maggio 2012, 0:49 
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Iscritto: lunedì 6 ottobre 2008, 15:59
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Nelle culture antiche, i cataclismi (e non solo), erano sicuramente un segno della collera divina. Nel Cristianesimo, i cataclismi possono essere in alcuni casi, segni della severità paterna di Dio, che non è altro che un segno del Suo Amore. Il vero Amore paterno (o materno), punisce, corregge se necessario, come attesta la Scrittura. Questo in generale.

Nel caso particolare, un numero così basso di morti, in riferimento ai gravi danni, ritengo sia un segno della Misericordia Divina.

Spero invece, di vedere presto la Giustizia Divina in azione contro chi ha causato la morte di Melissa e l'attentato alle studentesse. Non vorrei proprio essere nei panni di chi ha causato questo. Posto che sia stata scelta di cattiveria consapevole. "Sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato". Diverso è il caso di malattia mentale. Ma per questo preferirei la Giustizia Divina a quella umana: la prima conosce tutti i retroscena e non sbaglia. E non dà sconti sulla pena, senza reale pentimento. O anche verso chi costruisce eventualmente edifici, senza materiali e criteri antisismici.


Cita:
Luca 12,59
Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo.


E questo, stai tranquillo, lo dice solo Gesù Cristo. Lo dice solo il Cristianesimo. Tutto si paga. Fino all'ultimo spicciolo. In questa vita o nell'altra. Senza sconti, salvo appunto, reale pentimento per Grazia di Dio.

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 Oggetto del messaggio: Da Brindisi all'Emilia morte e dolore
MessaggioInviato: mercoledì 23 maggio 2012, 15:43 
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Messaggi: 21
Io la penso così (almeno sul terremoto).

Abbiamo una fisicità e la Terra è una realtà fisica che obbedisce alle sue leggi, senza considerare se possono uccidere oppure no. Un sisma come quello dell'Emilia, ma anche quello di Fukushima sono appena un fremito della pelle terrestre indifferente alla vita, basta a seminare morte. E' come un pachiderma che schiaccia una formica.

La mia idea è nel vedere quel che succede dopo. Nella mia vita interpreto la frase "venga il Tuo Regno", non tanto come la promessa di un Regno futuro, ma come la possibilità di vedere qui il Suo Regno, nonostante tutte le disgrazie e le ingiustizie che possono capitare. È difficile pensarlo, ma io la vedo così.

Del resto ho qualche familiarità con la malattia e vedo che può generare amicizia, generosità, comprensione. Sull'asfalto può nascere un fiore.


E del resto, se l'Etna fa disastri, la sua terra è incredibilmente fertile e verdeggiante per via della terra vulcanica.

E senza sismi, non esisterebbero le montagne, niente Dolomiti e nemmeno i continenti per come li conosciamo. Il nostro mondo così com'è ci fa soffrire a volte, ma lo amiamo così com'è.
Bello e terribile, ma dannatamente bello.


Io penso sempre che per madre Teresa il Regno non fosse venturo, ma la sua Calcutta, quella che aveva davanti a sé.

Ma senza l'aiuto di Dio, non c'è modo di vedere un Regno davanti agli occhi.


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 Oggetto del messaggio: Da Brindisi all'Emilia morte e dolore
MessaggioInviato: mercoledì 23 maggio 2012, 16:48 
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Indubbiamente, c'è una componente del "Venga il Tuo Regno", che allude a quello che dici tu: il Regno di Dio, il trovare l'Amore anche nel dolore. Il "Venga il Tuo Regno" in senso lato. Era quello che san Francesco chiamava "Perfetta letizia", oggi, meglio reso con il ridere nonostante tutto. Il trasformare il male in bene. Che va oltre il "guardare il bicchiere mezzo pieno". Ed anche questa componente, rende i cristiani uomini delle Speranza, analogamente ad altre persone, non cristiane, non credenti. Ma questa componente, è efficace, fino a che non si ha a che fare con danni permanenti o con la morte. Dove appunto c'è ancora la Speranza. Quando in gioco ci sono danni permanenti o morte... quando la Speranza non c'è più, allora lì subentra l'altra componente, più propriamente trascendentale: il Venga il Tuo Regno in senso stretto, il Ritorno di Cristo. Davanti alla morte, davanti a danni permanenti, c'è solo quello. Davanti alla morte di Melissa... solo al Ritorno di Cristo, con la Resurrezione della stessa Melissa, si ha il Regno di Dio. Poi, certo, nell'attesa, col tempo, nella fede, i suoi cari potranno sentire (dopo probabili pesanti crisi di fede e tempo) questo Regno di Dio, nel ricordo della figlia, ragazza.

In breve, sono due gli aspetti. Ridurre tutto solo a uno dei due, quale che sia, è limitante e incompleto. E madre Teresa, aveva questa visione duplice, ovvero, completa. Basta leggere i suoi scritti.


Circa il terremoto, anche quello è vero. Il problema però, non è il terremoto. Ma le case; dove si costruisce e come. Quando si costruisce una casa, si dovrebbe costruire con questo principio: "Quando verrà il terremoto di 5 minuti e mezzo al 12° della scala Richter...". Il problema è che fare una cosa del genere, avrebbe dei costi pazzeschi. Ma sarebbe già un miglioramento dire (costruendo una casa): "Quando verrà il terremoto..." invece alcuni furboni, costruiscono le case dicendo: "Se dovesse venire un terremoto...". Cambia tutto dall'Indicativo al Congiuntivo... E circa i costi, temo che in gioco, ci sia l'avidità. E in gioco c'è l'avidità, anche quando si utilizzano materiali scadenti...

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